... 21 Grammi ...

Non so, figlia mia, dove vanno le persone che muoiono, ma so dove restano.

Margaret MazzantiniNon ti muovere

Dopo un po' impari la sottile
differenza fra tenere una mano
e intrattenere un'anima.
All'inizio impari che l'amore
non è appoggiarsi qualcuno
o che la compagnia non è
sicurezza.

E inizi ad imparare che i baci
non sono contratti e i doni
non sono promesse.
E incominci ad accettare
le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti, con la
grazia di un adulto, ma con
il dolore di un bambino.

Dopo un po' impari a
costruire la tua strada
oggi perché il terreno di
domani sarà ancora più
incerto per fare piani, e inizi a comprendere che
anche il sole scotta se ne
prendi troppo, perciò pianti
il tuo giardino e decori
la tua anima, invece di
aspettare che sia qualcuno
a portarti dei fiori..

E impari che puoi sopportare,
che sei forte e che voli
davvero!
Sii ciò che ti senti e non ciò
che ti fingi!
Sii ciò che ti dà gioia e non ciò che ti fa paura!
Sii te stesso: io sarò la tua
strada e tu la mia!

Autori variLui, lei, l'altra. Storie tra amore e droga.

Io le dico che ho bisogno d'attaccarmi con l'immaginazione alla vita altrui, ma così, senza piacere, senza punto interessarmene, anzi... per sentirne il fastidio, per giudicarla sciocca e vana, la vita, cosicché veramente non debba importare a nessuno di finirla.

con cupa rabbia:

E questo è da dimostrare bene, sa? con prove ed esempi continui, a noi stessi, implacabilmente. Perché, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c'è, c'è, ce lo sentiamo tutti qua, come un'angoscia nella gola, il gusto della vita, che non soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di se stessa, che non si lascia assaporare.

Il sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro. Il gusto della vita ci viene di là, dai ricordi che ci tengono legati. Ma legati a che cosa? A questa sciocchezza qua... a queste noje... a tante stupide illusioni... insulse occupazioni... Sì, sì. Questa che ora qua è una sciocchezza...

questa che ora qua è una noja... e arrivo finanche a dire, questa che ora è per noi una sventura, una vera sventura... sissignori, a distanza di quattro, cinque, dieci anni, chissà che sapore acquisterà... che gusto, queste lagrime... E la vita, perdio, al solo pensiero di perderla... specialmente quando si sa che è questione di giorni...

Luigi PirandelloL'uomo dal fiore in bocca

L'idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi dell'imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito? […] Se ogni secondo della nostra vita si ripete un numero infinito di volte, siamo inchiodati all'eternità come Gesù Cristo alla croce. È un'idea terribile. Nel mondo dell'eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità.

Ecco perché Nietzsche chiamava l'idea dell'eterno ritorno il fardello più pesante. Se l'eterno ritorno è il fardello più pesante, allora le nostre vite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza. Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? […] Che cosa dobbiamo scegliere allora? La leggerezza o la pesantezza? […] Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone.

L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.

Milan KunderaL’insostenibile leggerezza dell’essere

Lo sai, Michele, cosa fa l'autista del tram? [..]Sembra che guidi il tram, che sia padrone del mezzo, in realtà è uno che semplicemente frena e accelera. C'è il binario. Lui al massimo decide la velocità, ma neanche tanto, perché persino le fermate sono prestabilite e devono rispettare un orario. E così capita anche a noi: liceo, università, lavoro, matrimonio, figli, capolinea! Finisce che decidiamo solo quanto tempo metterci. Tutta la straordinarietà della vita ridotta a due funzioni: accelerare o frenare. Punto. Abbiamo l'illusione di guidare la nostra vita.

Fabio VoloUn posto nel mondo

Non è importante ciò che trovi alla fine di una corsa. È importante ciò che provi mentre corri.

Notte prima degli esami di Fausto Brizzi

Faccio come un uomo
gioco a fare il duro
monto con il lego uno scherzo di futuro
che il futuro è fuori garanzia
un bacio e via
vado come un uomo
sono complicato
passo la mia lingua sul taglio nel palato
non mi lascio stare a modo mio
a modo mio

e poi vivere a orecchio
senza ricette che qualcun'altro ha prescritto
e poi starci un po' stretto
ma vivere a orecchio

faccio come un uomo
tu che cosa credi?
un giorno è solo amore
il giorno dopo spero
tu rimani donna più che puoi
proviamo noi

e poi vivere a orecchio
senza ricette che qualcun'altro ha prescritto
e poi starci un po' stretto
ma vivere a orecchio

e poi vivere a orecchio
metterci di tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio

da dove ti viene il mar di mare
da dove ti viene una canzone
da dove ti viene il peggio di chi sei? chi sei?
vado come un uomo
ci provo fino in fondo
a stare come tutti
in pari come il mondo

e poi vivere a orecchio
senza un soggetto che qualcun altro ha già scritto
e poi starci un po'stretto
ma vivere a orecchio

e poi vivere a orecchio
metterci di tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio

da dove ti viene da vomitare
e dove ti porta una canzone
da dove ti viene il meglio di chi sei
il meglio di chi sei?

LigabueVivere a orecchio

Ho vissuto tanto senza avere vissuto! Ho pensato tanto senza aver pensato! Mondi di violenze immobili, di avventure trascorse senza movimento, pesano su di me. Sono stanco di ciò che non mai avuto e che non avrò, stanco di Dei che non esistono. Porto con em le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. Il mio corpo è dolorante per lo sforzo che non ho nemmeno pensato di fare.

Fernando PessoaIl libro dell'inquietudine

Sempre presente come un tormento,
come un incantesimo, una parola pronunciata
come l'insetto che vola impazzito
seguendo un'idea in un'ossessione infinita.

Una parola, forse sfuggita, senza importanza,
un paragone insensato -può essere-
non mi interessa se premeditata, con perfidia;
falsa o vera, mi fa sussultare.

Dal luogo profanato un sensibile lamento
dove la mia fiamma stava per tornarsi ad accendere
per la magia di una parola dolce, di un nome rimpianto,
ma ci sono fiamme che è meglio non lasciar rinascere.

Vivere non è che un'eterna rinuncia
e ci sono rinunce impossibili da spiegare;
per esempio, a mani amiche che regalano tenerezza,
come dire: "non la voglio, mi fa sanguinare"?

Sempre rinunciamo da quando siamo nati
a ciò che vogliamo tralasciare,
ai godimenti più grandi: amore, vita, libertà.
Eppure, a essi ci fanno sempre rinunciare.

Sempre presente come un tormento,
qualcosa che non riesco mai a spiegare.

Ramòn SampedroMare dentro

Ritornare all'oscurità o al nulla
per curiosa intuizione del raziocinio:
l'istantanea connessione di uno sguardo
con l'esplosione vitale di un suicidio.

Come un atomo che cambia di posto
per il freddo polare di un neurone
che ha cancellato la strada del ritorno
al tortuoso caos che ne devasta l'anima.

Il desiderio istintivo di perdersi
in una domanda suprema,
l'impulso creativo di sapere
cosa c'è dall'altra parte del sipario.

Tornare al paradiso perduto,
liberandosi del peso che imprigiona
il sogno vagabondo che la vita
ha reso unico dio della persona.

Tornare all'incertezza inquietante
per la via del proiettile ben mirato
con il tenero sedativo che m'illumini
come una lanterna, il cammino ignoto.

Eliminare la sofferenza del vivere
come un mago che ricrea l'universo,
che rimedi con una magica pozione
al disordine infernale di uno scontento.

Ritornando all'oscurità o al nulla
per curiosa intuizione del raziocinio
è degno di un dio, dare l'ordine a un'alba
di rappezzare i brandelli del destino.

Ramòn SampedroMare dentro

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