... 21 Grammi ...

Sasha pensò che si stava facendo tardi. Emma sarebbe stata capace di continuare a girare per Roma tutta la notte - finché non li avesse trovati. E lui avrebbe voluto accompagnarla. Gli sembrava di averla conosciuta, oggi, all'improvviso e però definitivamente - qualcuno che sfugge allo schema, continuamente fuori fuoco. Gli sembrava perfino che potesse valere per lei quello che una volta aveva scritto di sé e di Dario.

Chi ci cerca nelle certezze con cui si definiscono i generi e i ruoli, chi crede di sapere chi siamo, chi ci cerca nella vita che stiamo vivendo vede di noi solo l'ombra che proiettiamo. Ma noi non siamo così.

Melania G. MazzuccoUn giorno perfetto

Mi commuovono le minute sapienze che in ogni morte si perdono.

Jorge Luis Borges

Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora delle altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte. Io non so... a me la vita sembrava già così difficile... sembrava già un'impresa viverla e basta. Ma tu... tu sembra che devi vincerla, la vita, come se fosse una sfida... sembra che devi stravincerla... una cosa del genere. Una roba strana. È un po' come fare tante bocce di cristallo... e grandi... prima o poi te ne scoppia qualcuna... e a te chissà quante te ne sono già scoppiate, e quante te ne scoppieranno... Però...

[...]

Però quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo la vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca... io questo l'ho capito, che il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita.

Alessandro BariccoCastelli di rabbia

Pensava che se bastassero i piaceri sconosciuti e dintorni mutati per mutare gli uomini, liberare la loro personalità dalle pastoie e farli felici, avrebbe continuato a viaggiare per sempre e non sarebbe mai tornata dall'Africa profonda, si sarebbe persa in qualche villaggio, in qualche foresta. Invece laggiù aveva scoperto che il mondo è un giardino incantato di meraviglie, ma anche il luogo della più desolata noia e prigionia, e che la chiave della felicità non è nascosta in nessun luogo sulla terra - nemmeno nelle luccicanti miniere di Kivu o in questa città sacra dove i pellegrini vengono a chiedere ai loro santi la grazia della fortuna.

La vita della terra si svolge indifferente alla nostra felicità o sofferenza, indifferente e maestosa, ma la chiave per sopportare ciò, sempre e ovunque, è stata messa nelle nostre mani.

Melania G. MazzuccoLei così amata

Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare come si è vissuto.

Paul Bourget

Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere.

Marcel Proust

[...] Vita si sorprese a pensare che le cose non sono piatte e dipinte, ma hanno tante dimensioni come la Signora sull'isola: giri attorno, giri e come ti muovi anche la statua cambia, ti mostra la schiena o la fiaccola, la corona o il culo incrostato di salsedine. Oggi la Statua della Libertà le mostrava la parte più nobile - la fiaccola - perché la verità non si trova da nessuna parte se non nel tuo stesso movimento: le cose non sono né bene né male, sono quello che sono, ciò che accade. Aveva pianto lasciando Tufo e salendo sul treno con Diamante e il padre di lui, perché non voleva partire né attraversare il mare, voleva restare dov'era sempre stata, e vedere mille volte ancora dalla finestra di casa sua il sole che tramontava nel Tirreno, sentir cantare il canarino nella gabbia appena l'alba schiariva il vico, raccogliere i limoni nella campagna di suo nonno, e invece forse niente di tutto questo avrebbe visto più: ma chissà che non era stato invece un bene. È inutile piangere una disgrazia. Chi ti dice che non sia una fortuna? È inutile rallegrarsi per una gioia: chi ti dice che non sia una disgrazia? Il destino è ciò che non ti è ancora accaduto.

Melania G. MazzuccoVita

La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento.

Charles Bukowski

In quel momento un gatto entrò nella sua camera (quella era una casa in cui si godeva di libera circolazione, come potete vedere). Tale creatura, un piccolo tabby bianco a strisce marroni di nome Sefton, aveva solo due anni ma per portamento e filosofia di vita non dimostrava certo una così giovane età. Maria lo amava di un amore genuino, basato, come dovrebbe essere ogni amore degno di questo nome, su un profondo rispetto. Sefton le dava l'impressione di aver capito tutto della vita, da cima a fondo.

Gli scopi della sua esistenza erano pochi e tutti degni di ammirazione: nutrirsi, tenersi pulito e, sopra ogni altra cosa, dormire. Maria a volte era convinta che anche lei sarebbe stata felice, se solo le avessero permesso di confinare se stessa entro questi tre semplici ambiti di preoccupazione. Inoltre, ammirava l'atteggiamento di Sefton nei confronti delle manifestazioni fisiche di affetto. Sefton vi era decisamente portato. Un perfetto sconosciuto non doveva fare altro che fermarsi, chinarsi e offrirgli la più semplice delle carezze in mezzo alle orecchie e in cambio, per qualche minuto, i due si sarebbero avvoltolati l'uno contro l'altro, accarezzandosi e coccolandosi e strofinandosi come due giovani amanti in preda agli spasmi del più estatico trasporto adolescenziale sul green di un campo da golf.

Ciò era per Maria fonte di profonda invidia. Non che le sarebbe andato di essere accarezzata, strofinata e coccolata da perfetti sconosciuti, naturalmente no. Per essere esatti, ciò che Maria invidiava era il fatto che Sefton potesse indulgere in quella deliziosa intimità restando al sicuro nella consapevolezza che il piacere che ne ricavavano lui e il suo partner fosse del tutto innocente - a meno che, per qualche sfortunata coincidenza, la persona in questione non avesse tendenze zoofile, e questa era una cosa che a Sefton non era ancora capitata.

Jonathan CoeDonna per caso

"Sefton sta bene?" domandò poi Maria.
"Sta benissimo. Gli ho parlato non più tardi dell'altroieri. Era veramente di buon umore. Eravamo in salotto e gli stavo facendo qualche domanda. Gli ho chiesto: 'Qual è il punto di tutto questo? Che cosa pensi che dovrei fare? Come valuti le opportunità di carriera per un uomo come me... un outsider, insomma? Da osservatore imparziale. Tu non lasci che queste cose ti deprimano, Sefton, questo lo vedo,' ho detto. 'Avanti, qual è il segreto?'"
"E lui cosa ti ha risposto?"
"Si è come stiracchiato sulle mie ginocchia, si è messo a fare le fusa e mi ha preso il braccio, dopodiché ha cominciato a far andare gli artigli dentro e fuori. È stato molto rassicurante. Ho pensato che stesse incitandomi al distacco. All'indifferenza, quasi. Stai fermo, come me, pareva essere il suggerimento, davvero non vale la pena di sbattersi. Vivi la vita come dovrebbe essere vissuta. Mezzo addormentato, preferibilmente. E per me è stato abbastanza. Ho lasciato cadere l'argomento. Sembrava che Sefton volesse un paio di carezze, così ho provveduto, e poi ci siamo appisolati insieme."

Jonathan CoeDonna per caso

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