Citazioni con argomento "Gatto"

"Sefton sta bene?" domandò poi Maria.
"Sta benissimo. Gli ho parlato non più tardi dell'altroieri. Era veramente di buon umore. Eravamo in salotto e gli stavo facendo qualche domanda. Gli ho chiesto: 'Qual è il punto di tutto questo? Che cosa pensi che dovrei fare? Come valuti le opportunità di carriera per un uomo come me... un outsider, insomma? Da osservatore imparziale. Tu non lasci che queste cose ti deprimano, Sefton, questo lo vedo,' ho detto. 'Avanti, qual è il segreto?'"
"E lui cosa ti ha risposto?"
"Si è come stiracchiato sulle mie ginocchia, si è messo a fare le fusa e mi ha preso il braccio, dopodiché ha cominciato a far andare gli artigli dentro e fuori. È stato molto rassicurante. Ho pensato che stesse incitandomi al distacco. All'indifferenza, quasi. Stai fermo, come me, pareva essere il suggerimento, davvero non vale la pena di sbattersi. Vivi la vita come dovrebbe essere vissuta. Mezzo addormentato, preferibilmente. E per me è stato abbastanza. Ho lasciato cadere l'argomento. Sembrava che Sefton volesse un paio di carezze, così ho provveduto, e poi ci siamo appisolati insieme."

Jonathan Coe, Donna per caso

In quel momento un gatto entrò nella sua camera (quella era una casa in cui si godeva di libera circolazione, come potete vedere). Tale creatura, un piccolo tabby bianco a strisce marroni di nome Sefton, aveva solo due anni ma per portamento e filosofia di vita non dimostrava certo una così giovane età. Maria lo amava di un amore genuino, basato, come dovrebbe essere ogni amore degno di questo nome, su un profondo rispetto. Sefton le dava l'impressione di aver capito tutto della vita, da cima a fondo.

Gli scopi della sua esistenza erano pochi e tutti degni di ammirazione: nutrirsi, tenersi pulito e, sopra ogni altra cosa, dormire. Maria a volte era convinta che anche lei sarebbe stata felice, se solo le avessero permesso di confinare se stessa entro questi tre semplici ambiti di preoccupazione. Inoltre, ammirava l'atteggiamento di Sefton nei confronti delle manifestazioni fisiche di affetto. Sefton vi era decisamente portato. Un perfetto sconosciuto non doveva fare altro che fermarsi, chinarsi e offrirgli la più semplice delle carezze in mezzo alle orecchie e in cambio, per qualche minuto, i due si sarebbero avvoltolati l'uno contro l'altro, accarezzandosi e coccolandosi e strofinandosi come due giovani amanti in preda agli spasmi del più estatico trasporto adolescenziale sul green di un campo da golf.

Ciò era per Maria fonte di profonda invidia. Non che le sarebbe andato di essere accarezzata, strofinata e coccolata da perfetti sconosciuti, naturalmente no. Per essere esatti, ciò che Maria invidiava era il fatto che Sefton potesse indulgere in quella deliziosa intimità restando al sicuro nella consapevolezza che il piacere che ne ricavavano lui e il suo partner fosse del tutto innocente - a meno che, per qualche sfortunata coincidenza, la persona in questione non avesse tendenze zoofile, e questa era una cosa che a Sefton non era ancora capitata.

Jonathan Coe, Donna per caso