Citazioni con argomento "Contrasto con realtà"

Subito ritrovi la geografia della tua prigione. La mia stanza sfocia nel lavabo, dove mi inondo d'acqua gelata. Cosa cerchi di sfregarti via dal volto con tutta quell'energia e quel freddo?

Poi riparte il tran tran. A ciascuno il suo: caffè-sigaretta, tè-toast o cane-guinzaglio, il percorso di tutti noi è organizzato in modo che si abbia meno paura possibile.

In realtà passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita. Per sfuggirgli, inventiamo definizioni: mi chiamo tizio, sgobbo per conto di caio, il mio lavoro consiste nel fare questo e quello.

Sotterranea, l'angoscia avanza col suo lavoro di trincea. La sua voce non si può completamente imbavagliare. Credi di chiamati tizio, che il tuo lavoro consista nel fare questo e quello ma al risveglio niente di tutto ciò esisteva. E può darsi che davvero non esista.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

Splendidissima era la vita accanto a lui sognata.
Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava.
E nella realtà?
La realtà non c'era, era abdicata.
Splendidissima regnava la vita immaginata.

Vivian Lamarque, Il signore sognato

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto!
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatti
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano.

Francesco Guccini, Cirano

Ah, certo, avrei potuto vivere in un altro modo, e fare contenta te, papa, Fedy, le nonne - tutti quanti. Sarebbe stato facile, molto più facile, credimi. Non avrei dovuto tare niente, se non rispettare un paio di regole facili facili, non sarei stata mai più sola, avrei solo dovuto essere uno nel gregge. Ma è questo che ti aspettavi veramente da me, mama? Io non credo.

Tu mi volevi speciale - come te. Ah, sì, avrei potuto fare come tutti gli altri - aspettare il mio turno, marciare al passo, non si può fermarsi all'improvviso, e nemmeno deviare — solo fare ciò che è previsto, ma io invece ho cercato di fare proprio questo - ho preso un'altra strada... Non ho voluto abituarmi - reagire come il pezzo di una macchina, e nemmeno accettare di vivere come nel sonno - senza mai dover aprire gli occhi. Io li ho aperti, gli occhi, mi sono svegliata.

È vero che è stato un incubo, questo viaggio. È stato un incubo vivere in America, e quando sono scappata - cosa che ti sembra così offensiva perché i generali non fuggono, suppongo - di notte ero quasi congelata, e quanto mi avrebbe fatto comodo una luce, una casa, il profumo di una zuppa fumante, invece ero nel bosco, nel gelo, ma lo preferivo alla vita là fuori, che era solo una menzogna - una prigione, mama! Sì, potevo avere tutto, se mi comportavo in modo conforme alle regole, la legge esercita un potere anonimo ma inesorabile.

Ma ho preferito starmene al gelo - là fuori, perché non voglio vivere in quel modo. Negli ultimi tempi ho visto molte prigioni, è vero - e non me ne vergogno, non lo nasconderò, non sperarlo - lo scriverò sui giornali e nei libri - lo dirò a tutti. Io non ho voluto viverla quella vita, mama, io ho voluto essere libera. Ho scelto la solitudine, il coraggio di accettare quello che sono, senza negare di sapere che il mio amore è disperato, io l'ho accettato e sono restata coraggiosa. È questo che intendo.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

A parte che gli anni passano
per non ripassare più,
e il cielo promette di tutto
ma resta nascosto li dietro il suo blu,
e anche le donne passano,
qualcuna anche per di qua,
qualcuna ci ha messo un minuto,
qualcuna è partita ma non se ne va..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui..

A parte che ancora vomito
per quello che riescono a dire,
non so se sono peggio le balle
oppure le faccie che riecono a fare
A parte che i sogni passano se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui..

Tira sempre un vento che non cambia niente
mentre cambia tutto sembra aria di tempesta,
senti un po’ che vento forse cambia niente
certo cambia tutto sembra aria bella fresca..

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia
e avresti potuto vivere al mare
ed anche le stelle cadono
alcune sia fuori che dentro
e un desiderio che esprimi
te ne rimangono fuori altri cento..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui
Niente Paura, niente paura

Ligabue, Niente paura