Citazioni con argomento "Conoscere se stessi"

"Non è già più un segreto" dici (il riferimento preciso? Due dita a destra della porta) "che esistono tra noi incredibili tratti di somiglianza. A volte li scorgo nelle lettere, sono come dei cavi elettrici, carichi di tensione e di pericolo. Ma tu sai che la somiglianza tra noi è anche in ciò che definisci "torbidi meandri dell'anima". E lì, con un'intensità che ancora non conoscevo, potrai forse capire perché voglio avvicinarmi a chi mi rimanda l'eco delle cose che meno amo di me stessa."

Non so. So molto poco. Non mi è facile ammetterlo qui, mentre tu sei spiegata di fronte a me. Le tue domande sono sempre più profonde delle mie risposte. E anche per quanto riguarda la frase sopracitata, forse è meglio che sia tu a spiegarmi perché. Ecco cos'hai detto, per esempio, quando eravamo fratello e sorella nelle file di prigionieri che si allontanavano: "...Vorrei conoscere i rivoli in cui scorrono i tuoi sentimenti e i tuoi istinti. Quelli visibili e quelli nascosti. Quelli irruenti e quelli tortuosi. Perché la sorgente da cui sgorgano, persino quella che ti ha condotto alla puttana, è ai miei occhi un luogo primordiale, una sorgente viva e preziosa, alla quale io anelo...".

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

Quello che intendo dire è che, se solo potessi raccogliere un po' di quelle briciole dell'anima, forse potrei comporle in un mosaico completo e capirei finalmente qualcosa, il principio che mi mantiene unito, non credi? Sto parlando di cose che non hanno nome, cose che nel corso della vita si accumulano sul fondo dell'anima, sedimenti e strati di terriccio.

Se mi chiedessi di descriverteli, non saprei da che parte cominciare, non avrei le parole adatte. Solo una stretta al cuore, un'ombra passeggera, un sospiro. Qualcuno si stringe nelle braccia in un gruppo di persone e improvvisamente ti senti sommerso dalla nostalgia. Qualcuno scrive: "Ti sei presentato come 'uno sconosciuto', ma uno sconosciuto non potrebbe scrivermi in questo modo..." e subito senti un groppo in gola, una goccia stilla dalla ghiandola della solitudine, nient'altro. Cosa c'è di più importante? Se considerata in profondità, mi spiegò una volta Rilke durante un turno di guardia nel Sinai, in ogni cosa si può sempre trovare una legge che la governa. Molto bene, gli dissi, è davvero tranquillizzante pensare che tutto ha un significato. Ma questa consapevolezza ormai non mi soddisfa più, Rainer Maria. Il mio tempo scorre in fretta e, anche se dovessi vivere altri trent'anni, vedrò soltanto i primi trenta colchici, cioè un mazzetto piuttosto striminzito, mentre io, per una volta, voglio vedere con i miei occhi il testo di quella legge, capisci? La costituzione. Voglio una visita guidata a quelle "profondità" misteriose, e pretendo di conoscere tutti gli strati sedimentati, per chiamarli almeno una volta per nome e avere da loro una risposta. Che siano finalmente miei, senza il solito, eterno silenzio (che in questo momento, per esempio, senza motivo apparente, nella calca del quotidiano, mi fa esplodere il cuore).

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

X
Dalle infinite altezze mi è toccata
questa vita. Attraverso fitte nebbie,
fiumi anteriori della mia erma esistenza,
con insoliti riti di ombra e luce

occasionale, e vaghi gridi di lontano,
indizi passeggeri di rimpianto
sconosciuto, bagliori di divino,
ho acquistato quest'essere fosco e proscritto...

Cadde pioggia su passati che io fui.
Ci furono pianure di cieli bassi e neve
su grumi di anima che mi appartengono.

Mi raccontai nell'ombra senza trovarmi un senso.
Oggi mi so il deserto in cui Dio ebbe
un tempo la sua capitale di oblio...

Fernando Pessoa, Stazioni della Via Crucis

Il padre: Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede «uno» ma non è vero: è «tanti», signore, «tanti», secondo tutte le possbilità d'essere che sono in noi: «uno» con questo, «uno» con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre «uno per tutti», e sempre «quest'uno» che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero, non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto! Ora lei intende la perfidia di questa ragazza? M'ha sorpreso in un luogo, in un atto, dove e come non doveva conoscermi, come io non potevo essere per lei; e mi vuoi dare una realtà, quale io non potevo mai aspettarmi che dovessi assumere per lei, in un momento fugace, vergognoso, della mia vita! Questo, questo, signore, io sento sopra tutto.

Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore

Un'esperienza nuova può far scoprire un lato di noi mai usato, che colpevolmente non ci siamo concessi.

Anonimo