Citazioni con argomento "Amicizia"

Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com'è strano, per me, scriverti di nuovo,
com'è bizzarro rivivere un addio...)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.

Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.

Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire...

Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.

Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d'inverno, d'estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.

Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull'amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.

Arrivederci, o magari addio.
Librati, impossessati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell'oblio, il vasto mare della dimenticanza.

Josif Aleksandrovic Brodskij, Verso il mare della dimenticanza

La prima conseguenza della miracolosa fuga notturna fu una polmonite, che la costrinse a letto con la febbre altissima. La seconda, la definitiva disillusione verso il genere umano, e l'amarissima scoperta che anche l'amicizia e l'amore hanno un confine al di là del quale divengono parole senza valore. Ci si può conoscere da anni, aver vissuto accanto i giorni più scapigliati della giovinezza, quelli della passione, del teatro, del disincanto e della maturità, la ricchezza e la miseria, essere diventata una di famiglia aver diviso il letto e il risveglio, i viaggi e la droga - qualunque cosa insieme, ma nel momento del bisogno ti troverai a crepare nella tua miseria, e sarai solo. Erika - mille volte implorata, mille volte accorsa, Erika che per dieci anni hai seguito per tutta l'Europa, sorbendoti un numero infinito di repliche del suo cabaret, che hai visto nascere e morire dopo il fiasco americano, Erika che hai seguito perfino al di qua dell'oceano, in un paese che detesti, Erika non verrà ad aiutarti. Indaffarata fra l'organizzazione del suo tour di conferenze, la difesa di suo fratello da un'assurda denuncia come "agente comunista", le pretese del suo nuovo compagno, mille impegni e la speranza di un meritato riposo natalizio, non verrà ad aiutarti. Si può aver combattuto le stesse battaglie, contro l'ombra dei genitori - tu contro l'ombra di tua madre, lui di suo padre - per la cosiddetta vocazione, l'impegno, la scrittura, si può aver diviso gli abbracci, essersi amati, essere quasi diventati marito e moglie, si può aver vissuto vite identiche, ma Klaus - mein liebster, mein lieber Freund, come gli scrivevi ancora poche settimane fa e a cui hai professato la tua "impegnativa tenerezza"- non ascolterà il tuo richiamo. Nemmeno Margot verrà. Solamente un fratello divenuto suo malgrado l'ombra di tuo padre - talmente identico a lui da portarne, oltre al nome, il carattere, i gesti e il destino - farà l'impossibile per te - proprio come ha fatto tuo padre, e nello stesso modo, vergognandosene e dicendosi che lo fa solo perché è tuo parente, perché è suo dovere - esattamente quel dovere che tu rifiuti.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata