Citazioni con argomento "Abbandono"

Sono qui perché ti pretendo. Ho lasciato nell'adolescenza gli elaborati piani, le complesse strategie e la retorica. Mi rimane solo il lato selvaggio delle mie prigioni, la sfrenatezza delle mie notti solitarie e un'acuta tristezza che diviene tenerezza al contatto della tua pelle, della tua voce, della tua insipida vita con i suoi elementi di felicità, frustrazione o miseria imbottigliata in argomenti e imposture. Non m'importa chi sei, sono qui per inventarti. Sei fatta di avanzi di sogni e promesse. Nessuno dei tuoi amanti conosce la rotta dei tuoi più profondi deliri. Tutti loro sono rimasti in superficie, nella transitorietà di bava e lamenti. Pensa a questo, pensa all'istante in cui metterò ognuna delle tue ossa nel posto giusto senza toccarti. La mia parola affonda nella tua carne e la mia carne cercherà la tua anima. La luce entra attraverso una finestra e accarezza il tuo viso. In quella luce io viaggio, mi trattengo in ogni linea. Ignorare il minimo dettaglio sarebbe un crimine. Amo ogni cosa di quello che sei e la totalità sconosciuta. Amo quello che più odi, quello che ti tormenta. La mia idea dell'amore non è un codice e non è un'idea, è la sensazione di penetrare più affondo nel tuo sangue e nella stessa morte. Di darti lucidità e comunicare con te, oltre te. La mia idea dell'amore non è immobile, non rimango in te come una zavorra che languisce e ti riduce. Non ho un'idea dell'amore, lascio che le mie sensazioni si liberino. Non m'importa se ami o se ti amano, non sono uno schema dentro due abissi. Sarò il demonio delle tue notti, l'amante di fuoco. Là fuori gli omuncoli sono piccoli e profumati, sono leggiadri ed energici, sono freddi e imprenditoriali, sono dosati e scarsi. Ma tutti loro, e tu devi sapere molto di questo, sono solo omuncoli cresciuti sotto un modello di condotta. Omuncoli che non possono andare oltre il possesso e il controllo. Oltre le loro leggere scopate, il loro sesso programmato, la loro inefficacia. Nessuno di loro conosce il segreto, nessuno può decifrarti quando ti abbandoni al silenzio. Non c'è assoluto in loro, solo un po' d'informazione. Non ci sono intelligenza né sensibilità, solo marche di vestiti e obiettivi. Essi vanno alla deriva per il tuo corpo, succhiano le tue tette, eiaculano. Ignorano che il sesso è appena l'inizio, che dentro te un sortilegio spera, un dolore, un'incurabile malinconia. Non sei una donna per me, sei la droga che spezza tutti i miei vizi. Quando le mie mani sfioreranno il tuo viso nell'oscurità, saprai che mi appartieni e che è più dolce e indimenticabile un istante vissuto affondo che mille vite.

Efraim Medina Reyes, C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

Una sera di nuvole, di freddo
e di luce che spiega ad altro il senso
della mia vita, questo vago accordo
di memorie in sordina, sottovoce
di me, di te, poveramente assortiti.

Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l'uno all'altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.

Il rammarico punge, se mi dici:
"bastava che quel giorno...", ti sorrido
con la mesta sfiducia di sapere
che mai giunsi per tempo, che geloso
di te, del tuo passato, almeno vedo
il tuo sguardo d'amore al primo incontro.

Ma forse è giusto credere che allora
tu m'avresti perduto:
come un ragazzo che si lascia indietro
nella paura d'esser felice.

Alfonso Gatto, Sottovoce

Potrei discutere con te di mille cose ma non di questa, non di chi sei tu per me, chi sono io per te. Ho paura di quello che potresti dirmi, di come me lo diresti, dell'espressione del tuo viso mentre me lo dici, del movimento delle tue mani; del rumore che farebbero le punte delle tue scarpe sfregate per terra mentre cerchi di dirmi qualcosa dandoti il tempo per dire la cosa che ti sembrerà giusta. Mentre io sto lì a struggermi chiedendomi se quello che stai per dirmi sarà la verità, una verità, o semplicemente qualcosa che ti levi dall'imbarazzo. Ho paura che potresti trovare il coraggio di chiedermi tu qualcosa: potresti, per esempio farmi la stessa domanda di tua madre: perché te ne sei andato? Non so se potrei dirti "per troppo amore" senza provare vergogna. Ho paura di sentirti dire: "Che figlio di puttana".

Maurizio Maggiani, È stata una vertigine

Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d'amarti solo io.

Pedro Salinas, dalla raccolta La voce a te dovuta

«Vieni», la invitò Zero, porgendole la mano. Maja si guardò attorno, intimidita, come se da un momento all'altro il treno potesse sbucare dalla galleria, e travolgerli. Ma non c'era nessun treno. L'ultimo aveva preso la via del deposito mezz'ora prima.

Allora si disse che se questo è un reato, anche amarti lo è, che se noi vogliamo trovarci non dobbiamo pensare al futuro: vedremmo solo una nebulosa di decisioni e rimorsi. Dobbiamo inoltrarci senza voltarci indietro e abbandonarci, al buio, al di sotto di tutto. Calarci, lentamente, dentro l'oscurità dell'altro. E forse laggiù, nella nostra tenebra ci incontreremo oltre le differenze - oltre l'età, oltre le nostre storie, oltre le nostre vite.

Melania G. Mazzucco, Un giorno perfetto