Citazioni con argomento "Filosofia"

Plotino dice, o meglio (talvolta anche le idee più folgoranti sono di seconda mano, usate come i vestiti che indossati da Medusa sembrano appena cuciti dal sarto privato di Dio) Bergson dice che Plotino dice che le anime abitano nel mondo delle Idee, al di sopra del Tempo, fuori dello Spazio, i Corpi nel mondo della Materia. Fra i corpi e le anime - ma questo non era più Plotino, era una fresca paginetta del suo journal - passa lo stesso rapporto che fra un piede e una scarpa.

Il corpo sta all'anima come un piede alla scarpa che calza. Le scarpe possono essere solidali con i piedi o soffrire la loro oppressione, possono adattarsi alla loro forma o tormentarli, non è detto che la scarpa sia fatta per il piede né che il piede sia l'equivalente della scarpa. La scarpa e il piede non sono la stessa cosa. Possono sposarsi alla perfezione oppure no. La differenza sta nel fatto che i piedi possono cercare un altro paio di scarpe, e le scarpe trovare un altro padrone, ma l'anima di una persona - la mia - ha solo questo corpo, e deve calzarlo per sempre.

«Ti sta proprio bene il vestito.» Vorrei che lo indossassi tu, mia cara. Saresti l'unica prova che Dio è tornato. Plotino dice che fra i corpi ve ne sono alcuni che per la loro forma corrispondono maggiormente alle aspirazioni delle anime. Il corpo si innalza verso l'anima che potrebbe dargli la vita completa. E l'anima, guardando il corpo in cui crede di scorgere il riflesso di se stessa, affascinata come se fissasse specchio, si lascia attirare, si china e cade. La sua caduta è l'inizio della vita.

Melania G. Mazzucco, Il bacio della Medusa

L'idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi dell'imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito? […] Se ogni secondo della nostra vita si ripete un numero infinito di volte, siamo inchiodati all'eternità come Gesù Cristo alla croce. È un'idea terribile. Nel mondo dell'eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità.

Ecco perché Nietzsche chiamava l'idea dell'eterno ritorno il fardello più pesante. Se l'eterno ritorno è il fardello più pesante, allora le nostre vite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza. Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? […] Che cosa dobbiamo scegliere allora? La leggerezza o la pesantezza? […] Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone.

L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

Dio è morto... (Nietzsche)
Per il momento è morto solo Nietzsche... (Dio)

Scritta su un muro di una stazione

Il mondo è in una goccia.
Il sé in ogni nostra azione.
Tutto è Uno.

Anonimo

[...] la purezza della linea che fugge all'infinito è pari solo alla metafisica del nichilismo propiziatorio.

Lorenzo Ricciarelli, Logoi Dikaioi

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