Citazioni con argomento "Vuoto"

Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l'ho fatta mia
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.

Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell'abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall'onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.

Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

Wislawa Szymborska, Accanto a un bicchiere di vino

Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
ed altre in mezzo;
diverse o simili, ineluttabili, imposte
o come scelte, come libere – intersecate sempre.
Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
da bagliori di segnali sconosciuti.
In questa città
da anni dimorano i poeti.
Camminano senza far rumore, con le mani conserte,
ricordano vagamente fatti dimenticati, parole, paesaggi,
questi consolatori del mondo, i sempre sconsolati, braccati
dai cani, dagli uomini, dalle tarme, dai topi, dalle stelle,
inseguiiti dalle loro stesse parole, dette o non dette.

Yiannis Ritsos, L'altra solitudine

Tutto è cominciato otto mesi fa. Ero reduce da una delusione d'amore così idiota che è meglio non parlarne. Alla mia sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza. Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore. Un'operazione semplice, ma poco efficace. Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque, sotto la pelle e sopra, negli occhi, nelle orecchie. I miei sensi mi erano nemici e non la smettevano di ricordarmi quella stupida storia.

Decisi allora di uccidere le mie sensazioni. Mi bastò individuare l'interruttore interno e spostarlo verso l'universo del né-caldo-né-freddo. Fu un suicidio sensoriale, l'inizio di una nuova esistenza.

Da allora, non soffrii più. Non sentii più niente. La cappa di piombo che mi mozzava il respiro scomparve. E anche il resto. Abitavo in una specie di vuoto.

Passato il sollievo, cominciai ad annoiarmi di brutto. Pensai di riportare l'interruttore interno sulla posizione di partenza e mi accorsi che era impossibile. La cosa mi preoccupò.

La musica che prima mi commuoveva non suscitava più nessuna reazione in me, e anche le sensazioni primarie, come mangiare, bere, fare un bel bagno rilassante, mi lasciavano di pietra. Ero castrato su tutti i fronti. La scomparsa dei sentimenti non mi pesò. La voce di mia madre, al telefono, equivaleva alla scocciatura provocata da una perdita d'acqua. Smisi di stare in pena per lei. Il che non era affatto male.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

L’ultima volta che la vide non sapeva che era l’ul-
tima volta che la vedeva.
Perché?
Perché queste cose non si sanno mai.
Allora, non fu gentile quell’ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza per l’eternità.

Vivian Lamarque, La signora dell’ultima volta

Gelidi tramonti
un tempo erano fuoco sulla terra,
gelidi i tuoi occhi
due orbite in un cielo senza luce.
Nel tuo cuore il vento
l’eclissi di una sazia e spenta civiltà.

Questo vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà.

Muoiono le stelle,
tra gli ultimi bagliori e un assordante nulla.
So che non mi senti,
noi ci riscalderemo tra i rottami ardenti.

Quando il vuoto esploderà, esploderà
perchè il vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà.

Gelidi tramonti
un tempo erano fuoco sulla terra,
muoiono le stelle
tra gli ultimi bagliori e un assordante
nulla.

Quando il vuoto esploderà, esploderà
perchè il vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà
questo vuoto esploderà, esploderà...

Subsonica, La glaciazione