Citazioni con argomento "Illusione"

Subito ritrovi la geografia della tua prigione. La mia stanza sfocia nel lavabo, dove mi inondo d'acqua gelata. Cosa cerchi di sfregarti via dal volto con tutta quell'energia e quel freddo?

Poi riparte il tran tran. A ciascuno il suo: caffè-sigaretta, tè-toast o cane-guinzaglio, il percorso di tutti noi è organizzato in modo che si abbia meno paura possibile.

In realtà passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita. Per sfuggirgli, inventiamo definizioni: mi chiamo tizio, sgobbo per conto di caio, il mio lavoro consiste nel fare questo e quello.

Sotterranea, l'angoscia avanza col suo lavoro di trincea. La sua voce non si può completamente imbavagliare. Credi di chiamati tizio, che il tuo lavoro consista nel fare questo e quello ma al risveglio niente di tutto ciò esisteva. E può darsi che davvero non esista.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

Come morsi di desideri
sgualciti
a promesse randagie
ho sonnecchiato la luce.

Come un cielo spazientito
in quest'avamposto di resistenza
piovo
coriandoli neri.

Appoggio il mio viso a uno specchio di sabbia
foglia di carne del mio malcontento
foglia svegliata, fotografata.

Una bugia sulla pelle
una sagoma vuota.

Anima sbrecciata e brina
pensionata prostituta
non ti perdoni niente.
Ci sei tu nelle parole
tu nell'occhio muto ascolti.

Sull'umida terra della tua ossessione
scricchioli vergine dentro il mio corpo.

Una svagata levità
d'un sogno finito, vissuto e poi reso
m'impazzisce.
Mi parla di molte
vite
sepolte, assoltate, estinte.
Mi fa custode di te.

In un ulteriore ascendere di luce
albe sulle piastrelle di cucina.
È la felicità
un occulto clamore riciclabile.

Autori vari

Bolero

Qué vanidad imaginar
que puedo darte todo, el amor y la dicha,
itinerarios, música, juguetes.
Es cierto que es así:
todo lo mío te lo doy, es cierto,
pero todo lo mío no te basta
como a mí no me basta que me des
todo lo tuyo.

Por eso no seremos nunca
la pareja perfecta, la tarjeta postal,
si no somos capaces de aceptar
que sólo en la aritmética
el dos nace del uno más el uno.

Por ahí un papelito
que solamente dice:

Siempre fuiste mi espejo,
quiero decir que para verme tenía que mirarte.

Y este fragmento:

La lenta máquina del desamor
los engranajes del reflujo
los cuerpos que abandonan las almohadas
las sábanas los besos

y de pie ante el espejo interrogándose
cada uno a sí mismo
ya no mirándose entre ellos
ya no desnudos para el otro
ya no te amo,
mi amor.

Julio Cortázar, Salvo el crepúscolo

Vivere nell'inganno o essere ingannati è facile, e anzi è la nostra condizione naturale: nessuno va esente da questo e nessuno è stupido per questo, non dovremmo opporci più di tanto e non dovremmo amareggiarci. Tuttavia ci sembra intollerabile, quando alla fine sappiamo. Quello che ci pesa, il brutto della cosa, è che il tempo in cui crediamo quel che non era si trasforma in qualcosa di strano, fluttuante o fittizio, in una specie di incantamento o sogno che deve essere soppresso dal nostro ricordo; a un tratto è come se quel periodo non lo avessimo vissuto affatto, non è vero?, come se dovessimo raccontarci di nuovo la storia o rileggere un libro, e allora pensiamo che ci saremmo comportati in maniera diversa o avremmo impiegato In altro modo quel tempo che finisce per appartenere al limbo. Questo può provocare la nostra disperazione. E oltretutto quel tempo a volte non rimane nel limbo, ma all'inferno. -. («E piuttosto come quando da bambini andavamo al cinema con il doppio programma e con la proiezione continua, - ho pensato, - ed entravamo in sala nel buio con un film cominciato che vedevamo fino alla fine cercando di immaginare quello che doveva essere successo prima, che cosa doveva aver condotto i personaggi alla situazione così grave in cui li avevamo trovati, quali offese dovevano essersi scambiate per essere nemici e odiarsi; poi proiettavano un altro film e soltanto dopo, quando cominciava di nuovo il primo film e vedevamo l'inizio che ci mancava, capivamo che quello che avevamo immaginato non aveva nessun fondamento e non combaciava con la metà perduta. E allora dovevamo cancellare dalla nostra testa non soltanto quel che avevamo immaginato, ma anche quello che avevamo visto con i nostri occhi seguendo quelle supposizioni, un film inesistente o almeno deformato.

Javier Marías, Domani nella battaglia pensa a me

Lo sai, Michele, cosa fa l'autista del tram? [..]Sembra che guidi il tram, che sia padrone del mezzo, in realtà è uno che semplicemente frena e accelera. C'è il binario. Lui al massimo decide la velocità, ma neanche tanto, perché persino le fermate sono prestabilite e devono rispettare un orario. E così capita anche a noi: liceo, università, lavoro, matrimonio, figli, capolinea! Finisce che decidiamo solo quanto tempo metterci. Tutta la straordinarietà della vita ridotta a due funzioni: accelerare o frenare. Punto. Abbiamo l'illusione di guidare la nostra vita.

Fabio Volo, Un posto nel mondo