Citazioni con argomento "Sarcasmo"

La casalinga che vorrei

Però qualcuno rompe gli schemi. Ed è allora che io penso che potrei essere una buona casalinga, prendendo a esempio queste signore.
«Signora, lei sicuramente tiene alla cura e all’igiene della sua casa, non è vero?»
«No, Odio pulire. Lascio accumulare lo sporco anche per settimane, quando poi non ce la faccio più chiamo una ragazza extracomunitaria e le do cento euro per pulirmi la casa, Come vede, non me ne frega nulla di un attrezzo per pulire.»
L’ho amata.
«Signora, le offriamo in omaggio un buono di igienizzazione per un suo divano.»
«E cosa vorreste dire, che casa mia non è pulita abbastanza e mi serve la vostra igienizzazione? Maleducati, andate altrove, che io casa mia passo tutto il giorno a pulirla!»
E brava la signora.

«Signora, le chiediamo solo un’ora massimo, un’orettaemezza del suo tempo!»
«Lei mi sta dicendo che io posso regalare un’ora e mezza del mio tempo al primo rompiscatole di venditore che passa per strada e devo anche esservi grata? Il mio tempo vale molto di più di una pulizia gratuita, la saluto. Click.»
Donne cazzutissime. Altro che sesso debole.
«Signora, mi ha dato il suo numero la signora Impiccioni, la conosce?»
«Sì che la conosco. E adesso metto giù il telefono e la chiamo per sentire se è vero e poi se è vero la mando affanculo perché non doveva permettersi di fare una cosa simile. Grazie e fanculo anche a lei.»
Dio la benedica, signora, qualcuno in questo mondo ha ancora un cervello per pensare.

Michela Murgia, Il mondo deve sapere

SMS Motivazionale / Hermann è pazza

Ieri mattina Hermann mi ha mandato un sms alle 8 del mattino. «Non sei un lavoratore qualunque. Non sei una persona comune, perché sei una persona di successo. Il tuo successo è già dentro di te! Io ti aiuterò a tirarlo fuori. Buona giornata, Hermann.»
Inquietante. Hermann si sveglia la mattina e la prima cosa che pensa è mandare un messaggio demenziale (suppongo che lo scopo fosse motivazionale, in tal caso è fallito) preconfezionato alle telefoniste. Quelle meritevoli, ovviamente.
Lo ha mandato anche a me, segno certo che ora sono nella squadra delle «turlupina-casalinghe» a pieno titolo, grazie ai miei confortanti risultati. Quindi suppongo che quando i miei risultati scenderanno mi arriveranno messaggi tipo «sei una merda umana e io ti aiuterò a tirarlo fuori!».

Michela Murgia, Il mondo deve sapere

Il Kirby / Questo sconosciuto mostro casalingo

È giunto il momento di dire cosa è il Kirby. Per farlo mi metterò nei panni di una casalinga.
Dietro questo nome innocente che suggerisce immagini rassicuranti a metà tra Bambi e i Puffi birichini, si nasconde un aggeggio infernale dai mille accessori, in acciaio cromato «pressofuso» in un unico blocco. Devo ancora scoprire perché questo costituisca un pregio, della serie che se si scassa, come cazzo lo apri per aggiustarlo? Ma vabbe’, non poniamoci domande esistenziali, anche perché la risposta del «consulente-venditore» sarebbe sicuramente che il «Kirby non si scassa mai, signora, mi creda, io ce l’ho da centodue anni ed è sempre efficiente». La silhouette ricorda quella delle vecchie care lucidatrici dei bei tempi andati.

Questo aggeggio non è un semplice aspirapolvere, il consulente si indigna e la butta sul personale se vi permettete di definirlo tale. Anche la telefonista non deve permettere questo insulto al Kirby. Il Folletto. Quello sì che è un aspirapolvere. Il nostro è un «macchinario americano multifunzione che fa settanta lavori diversi e sostituisce dieci elettrodomestici». E ‘sti cazzi, io non li ho dieci elettrodomestici. E inoltre non sono la casalinga che fa settanta lavori diversi in casa. Al massimo ne faccio quattro: scopare, stirare, lavare e spolverare. Gli altri sessantasei li lascio al consulente, se ci tiene. Mi piace la precisazione che il macchinario sia americano. È vero che è americano, ma dirlo ha una sua valenza commerciale, perché la casalinga media è convinta che tutto quello che viene dagli USA sia una figata immane.

Ma cosa fa il Kirby con esattezza?
Per esempio aspira la polvere. Ma fa anche i massaggi alla cervicale, stura i lavandini, tinteggia i muri, igienizza il cane e il gatto… fa questo e un’altra miriade di cose, a sentire il consulente-venditore. Insomma, è spaventoso. Se è falso, mi sento sollevata. Se è vero, non lo voglio. Un amico quando glielo dissi mi chiese se per caso facesse anche i pompini. È probabile, risposi. Mi è rimasto il dubbio sulla igienizzazione del cane e del gatto. Ho un gatto, ma gli ho promesso che questa cosa bruttissima a lui non succederà mai. Immagino che si tratti di gettarlo in pasto alla macchina che gli fruga nel pelo alla ricerca dell’impossibile e poi lo lascia, traumatizzato e igienizzato, sul tappeto vicino al camino. Povero micio mio. Mai, lo giuro.

Michela Murgia, Il mondo deve sapere

E poi da qualche mese è comparsa Adriana. La donna con un solo neurone. Che al confronto la Felini di Sanremo è Rita Levi Montalcini. La ragazza col culo che parla. Solo quello. Perché quando prova a parlare con la bocca non la si può stare a sentire. Quella deficiente che si prova i vestiti davanti al cellulare e conta le cose quattro alla volta: «Quatro steline.. quatro paperele... quatro gatini....».

Poi si rivolge al suo boy e gli dice: «E tu sei quatro volte matto». No, carina. Lui è quattro volte pirla ad innamorarsi di te, balenga. `Sto poveretto ti ha seguito per mari e per monti. Ha speso miliardi in bollette del telefono mentre tu gli tiravi più pacchi di Bonolis. Gli hai dato l'appuntamento in mezzo al mare e quando è arrivato arrapato come un polipo ti sei fatta arpionare con un elicottero e gli ha fatto Toh! col braccino. Lui, il cretino, invece di mandarti a stendere e fidanzarsi con una velina, ha continuato ad inseguirti a destra e a manca e poi ancora a manca e a destra.

Finalmente ti trova in discoteca. Tu lo guardi. Lui ti guarda. Gli ormoni cantano l'inno alla gioia. E tu? Bela bergera? Invece di posare la caipiriña e volargli sulle piume che fai? Gli sussurri nell'orecchio: «Adesso mi sposi». Eh no. Te lo dice una post femminista. Tu adesso gliela dai e non rompi più le palle, gattamorta. Invece niente. Ricomincia la rumba dell'inseguimento.

Anche lui, il Diego, come intelligenza non è che brilli. Non è Tullio Regge, voglio dire. Però è figo come non mai. Se solo sapesse quante donne al posto di Adriana starebbero ferme immobili, dispostissime a farsi acchiappare per l'elastico dei collant. Ultimamente ha regalato ad Adriana quattro gatti. Tutti insieme. E lei, che è scema come una capra, invece di dirgli: «Ma sei cretino a regalarmi quattro gatti? Te li guardi tu poi quando vanno in calore tutti insieme? Gliela cambi tu la lettiera inondata di puzzerie?», no, lei li conta. Uno, due, tre e quattro.

Fino a quattro ci arriva, questo l'abbiamo appurato. Dopo chi lo sa. Quasi quasi rimpiango Megan Gale quando si sbatteva su e giù per i grattaceli con lo skate, sudata come una lumaca da fare alla parigina.

Luciana Littizzetto, Il pensiero debole