Citazioni con argomento "Fatica di vivere"

Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra dura,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e respingi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l'alba è silenzio.

E sei come le voci
della terra -
l'urto della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo – le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.

Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov'è entrato una volta
ch'era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.

Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come al cortile antico
dove s'apriva l'alba.

5 novembre '45

Cesare Pavese, La terra e la morte

Com'è bella la nostra cucina in questo momento. Così penso, immancabilmente, con la commozione che si prova davanti a un paesaggio incontaminato. A volte me lo dico persino, a mezza voce, perché Maya non senta. Lei mi prende in giro per il mio sentimentalismo, ma io devo dirlo perché in quel momento non ci sono più io, tu lo sai, l'hai detto tu stessa. Me ne sto là fuori, appoggiato al davanzale della vita.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

Come la scaglia d'oro che si spicca
dal fondo oscuro e liquefatta cola
nel corridoio dei carrubi ormai
ischeletriti, così pure noi
persone separate per lo sguardo
d'un altro? È poca cosa la parola,
poca cosa lo spazio in questi crudi
noviluni annebbiati: ciò che manca,
e che ci torce il cuore e qui m'attarda
tra gli alberi, ad attenderti, è un perduto
senso, o il fuoco, se vuoi, che a terra stampi,
figure parallele, ombre concordi,
aste di un sol quadrante i nuovi tronchi
delle radure e colmi anche le cave
ceppaie, nido alle formiche. Troppo
straziato è il bosco umano, troppo sorda
quella voce perenne, troppo ansioso
lo squarcio che si sbiocca sui nevati
gioghi di Lunigiana. La tua forma
passò di qui, si riposò sul riano
tra le nasse atterrate, poi si sciolse
come un sospiro, intorno - e ivi non era
l'orror che fiotta, in te la luce ancora
trovava luce, oggi non più che al giorno
primo già annotta.

Eugenio Montale, Personae separatae

Ogni tanto
dimentico la vita appesa
alle corde del bucato
lasciata al freddo della notte
lieve di colonia e rosa spina
affannata in quelle lenti
in cui guardo me stessa
e non mi trovo

ogni tanto
faccio lanterne con le scorze dell’arancio
sulle ante dell’armadio
conto barbie scolorite
nascondendole tra le dalie del balcone

ogni tanto metto il rossetto sbagliato di domenica
la cipria da pagliaccio
per dimenticare le stelle malandate
l’acredine del mare

ogni tanto
muovo passi stanchi
in una malinconia bambina
e mangio parole corrette con la vodka
agitate non mescolate

crescendo in bilico
con una coperta sempre più corta
la maglia di lana
e briciole di pane nel cuore.

Nel tempo di una sigaretta accesa
o forse spenta.

Tiziana Monari, Il rossetto sbagliato

Ho vissuto tanto senza avere vissuto! Ho pensato tanto senza aver pensato! Mondi di violenze immobili, di avventure trascorse senza movimento, pesano su di me. Sono stanco di ciò che non mai avuto e che non avrò, stanco di Dei che non esistono. Porto con me le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. Il mio corpo è dolorante per lo sforzo che non ho nemmeno pensato di fare.

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine