Citazioni con argomento "Colpa"

Ascoltare è davvero pericoloso, significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per essere ascoltato, è sempre troppo tardi. Non è solo il fatto che Lady Macbeth istighi Macbeth, ma soprattutto che sia al corrente dell'assassinio un attimo dopo che è stato commesso, ha udito dalle stesse labbra del marito «I have done the deed», al suo ritorno, «Ho fatto il fatto» o «Ho commesso l'atto», benché la parola «deed» oggigiorno s'intenda piuttosto come «impresa». Lei sente la confessione di quest'atto o fatto o impresa, e ciò che la rende davvero complice non è averlo istigato, e neppure aver prima progettato e aver poi collaborato al crimine, aver visto il cadavere ancora caldo e il luogo del delitto per poi accusare la servitù, ma essere a conoscenza dell'atto e del suo compimento. Per questo vuole dargli meno importanza, non tanto per tranquillizzare Macbeth sconvolto con le mani macchiate di sangue, quanto per minimizzare e scacciare la sua stessa consapevolezza, proprio la sua; «I dormienti, e i morti, non sono che figure dipinte»; «Rilassa la tua nobile forza, non pensare alle cose con il cervello così cagionevole»; «Non si deve pensare in questo modo a questi fatti: così diventeremo pazzi»; «non perderti nei tuoi pensieri con tale afflizione.»

Javier Marías, Un cuore così bianco

Ti sei posto a difesa di ogni accesso al giardino dell'Eden, per impedirti di farci ritorno. Chissà qual è il peccato, terribile e umiliante, per il quale sei stato cacciato. Se qualcosa che hai fatto, o che eri. Se eri troppo, o troppo poco.

Sia l'uno che l'altro, e mai nella giusta misura. Questo è probabilmente il tuo grande "tradimento" nei loro confronti: non rispettavi la loro "giusta misura".

Ma io credo, con tutto il cuore, che ci sia un luogo, forse non il giardino dell'Eden, in cui potremo stare insieme. Un luogo che nella "realtà" non è più grande di una capocchia di spillo, per via delle inevitabili restrizioni; ma per noi sarà grande abbastanza, e lì potrai essere te stesso, chiunque tu sia.

Solo di una cosa non sono ancora sicura, ed è questo che mi frena: forse non sei in grado di credere che esista al mondo un luogo in cui tu possa essere te stesso, e sentirti amato.
Perché, se è così, non crederai mai che qualcuno possa amarti.)

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

La fine delle nostre vite inizia il giorno in cui restiamo in silenzio di fronte alle cose che ci importano.

Martin Luter King