Citazioni con argomento "Immobilità"

«Smettila!» mi intima la nonna severamente.
«Sì, nonna. Smetterò domani.»
Ma quand'è domani?

Sogno di guardarmi allo specchio. Il mio viso è di sabbia. Lo sfioro, ed esso mi si disfa tra le mani...
Il risveglio è sempre accecante e brutale. Detesto la luce che penetra dalle molte finestre dell'appartamento, non la sopporto, mi fa male. Neppure i rumori riesco a tollerare. Mi perforano la testa, sono troppo forti. Tutto è troppo rumoroso. Persino i miei pensieri, quel continuo brusio di voci che mi rimbomba dolorosamente nel cervello, come se mi trovassi a un party. Ogni cosa mi procura dolore, che solo le pastiglie riescono a lenire. Allora la luce si attenua, le voci si abbassano, tutto sembra ovattato, il mondo è di nuovo tollerabile. Perché prima ero così in ansia? Il frastuono nella mia testa si trasforma in un sommesso suono di campanelli...

Da tempo ormai non provo più quella gaia ebbrezza, quella voglia di danzare, quel senso di leggerezza. Neppure la nonna mi parla più. Prendi le pastiglie, mi dico, così potrai superare le prossime tre o quattro ore!
Ben presto diventano solo due ore.

La paura è come un animale famelico. Va costantemente nutrito. Dopo essersi saziato si assopisce per un po'.

Roma Ligocka, La bambina col cappotto rosso

Il grande dono che ci è stato dato è il libero arbitrio, cioè poter scegliere. Scegliere vuol dire semplicemente avere due strade davanti e decidere di imboccarne una anziché l'altra. Vuol dire anche saper rinunciare: non so cosa c'era nell'altra strada, né mai lo saprò perché l'ho lasciata alle spalle e non posso più tornare indietro.

Ti ricordi il finale di "Va' dove ti porta il cuore"? "E quando poi davanti a te si apriranno tante strade, e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso ma siediti e aspetta [...] Aspetta ancora."

Sedersi, aspettare. Due parole così lontane dal nostro consumo frenetico del tempo! Non parliamo poi dello stare in silenzio. Eppure sono proprio queste tre condizioni che ci aiutano a prendere la giusta direzione.
L'immobilità, la pazienza e il silenzio.

Perché, per scegliere, è necessario eliminare tutto il chiacchericcio circostante, i modi di pensare comuni, banali, i luoghi e i modi della convenienza. Bisogna andare al fondo di se stessi e mettersi in ascolto. Si deve essere capaci di attendere con pazienza e umiltà, perché la coscienza profonda è schiva come un animale selvatico e spesso altri richiami - voci, consigli, oracoli - cercano di sovrastarla. E ancora, fare una scelta consapevole - come hai notato con il tuo "è tremendo ricominciare tutto daccapo" - rende comunque la vita più difficile.

Perché le scelte costruiscono un percorso. Un percorso che si rivela ben più aspro del semplice farsi trasportare dalla corrente.

Susanna Tamaro, Più fuoco più vento