Citazioni con argomento "Senso"

Non che la tua esistenza corregga tutti quegli errori, o li annulli, no. Non giustifica niente. Quello che significa - l'ho già detto prima? Penso di sì, forse in altra forma -, o meglio quello che mi fa capire, è questo: che la vita comincia ad avere senso solo quando ti rendi conto che a volte - spesso - continuamente - due idee del tutto contraddittorie possono essere egualmente vere.

Jonathan Coe, La pioggia prima che cada

Lo infastidisce che mentre lamenta la sua morte prematura e la perdita di una scrittrice singolare, l'autore del necrologio punzecchi la "zingara nonncurante ed egocentrica" - ricordando che la sua intelligenza, il suo fascino, i suoi interessi, la rendevano superiore alla massa, ma che delle sue qualità non ha mai fatto uso. È morta dopotutto. Perché ricordare che - come i personaggi dei suoi libri - sebbene fosse una donna moderna, Annermarie non aveva un autentico mestiere? Perché ricordare che non ha voluto recitare un ruolo sociale?

Sua sorella era intransigente e non faceva niente a metà. Ha sempre vissuto e fatto le cose - anche quelle che non sapeva fare - con sacro zelo. E questo non ha valore? Camminava verso la sua meta, e non si curava del resto: era colpa sua se la meta si spostava continuamente e se le tracce del suo movimento finivano per essere oblique e non conducevano da nessuna parte? Anne cercava qualcosa - e Hasi non sapeva cosa né l'aveva mai capito.

Spera solo che all'improvviso Anne abbia trovato da qualche parte il segno stabilito, e abbia saputo riconoscerlo. Obliqua era la via che percorse, obliqua, sì - perché era dritta. Chi può dire se infatti grazie al suo inquieto vagabondare su metà della terra, grazie al suo inseguire gli uomini e le idee, quella vita non avrebbe alla fine trovato il suo senso? Come si può giudicare una vita durata trentaquattro anni? È proprio vero che in questo paese spietato non si compra indulgenza nemmeno con la morte.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

Pensava che se bastassero i piaceri sconosciuti e dintorni mutati per mutare gli uomini, liberare la loro personalità dalle pastoie e farli felici, avrebbe continuato a viaggiare per sempre e non sarebbe mai tornata dall'Africa profonda, si sarebbe persa in qualche villaggio, in qualche foresta. Invece laggiù aveva scoperto che il mondo è un giardino incantato di meraviglie, ma anche il luogo della più desolata noia e prigionia, e che la chiave della felicità non è nascosta in nessun luogo sulla terra - nemmeno nelle luccicanti miniere di Kivu o in questa città sacra dove i pellegrini vengono a chiedere ai loro santi la grazia della fortuna.

La vita della terra si svolge indifferente alla nostra felicità o sofferenza, indifferente e maestosa, ma la chiave per sopportare ciò, sempre e ovunque, è stata messa nelle nostre mani.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

La fede che intendo io non si può facilmente tradurre in parole. Si potrebbe all'incirca definirla così: credo che nonostante la palese assurdità, la vita abbia nondimeno un senso; io mi rassegno a non poter comprendere questo senso supremo con l'intelletto, ma sono pronto a servirlo, dovessi anche per questo sacrificare me stesso. Percepisco dentro di me la voce di questo senso nei momenti in cui sono realmente vivo e perfettamente sveglio.

Ciò che la vita da me richiede in quei momenti voglio cercare di realizzarlo, anche se è cosa che va contro le mode e le leggi consuete. Questa fede non si può impartire per comando, né alcuno vi può costringere se stesso: è dato solo viverla. Come il cristiano non può guadagnarsi la "Grazia", né carpirla con la forza o con l'astuzia, ma solo viverla credendo. Chi non vi riesce, cerca allora la sua fede nella Chiesa, o nella scienza, o fra i patrioti e i socialisti, o altrove, dove ci sono già pronti programmi, morali e ricette.

Io non posso giudicare, neppure guardandolo con i miei occhi, se un uomo sia capace e idoneo a percorrere il difficile, affascinante cammino che porta a una vita e a un senso personali. L'appello è rivolto a migliaia, molti arrivano a un certo punto del percorso, pochi procedono oltre il confine della giovinezza, e forse proprio nessuno lo percorre fino in fondo.

Hermann Hesse, Considerazione 18 (1930) tratta da Il mio credo