Citazioni con argomento "Conseguenze"

Il tumulto del cuore
insiste a far domande
Poi smette e si accinge a rispondere
nello stesso tono di voce
Nessuno coglierà la differenza
Conversazioni prive d'innocenza
al loro avvio, coinvolgono poi i sensi,
nelle intenzioni almeno
E poi non c'è più scelta
e poi non c'è più senso;
Finché un nome
e tutto quel che implica coincidono

Elizabeth Bishop

I passi fatti una notte, per caso e senza conseguenze porteranno a una situazione inevitabile alla fine del tempo o del futuro astratto, e davanti a tale situazione, a volte ci chiediamo con incredula illusione: "E se non fossi entrato in quel bar? E se non fossi andato a quella festa? E se quel martedì non avessi risposto al telefono? E se quel lunedì non avessi accettato il lavoro?" Ce lo domandiamo ingenuamente, credendo per un istante (ma solo per un istante) che in quel caso non avremmo conosciuto Luisa e non saremmo al limite di una situazione inevitabile e logica, e che proprio in quanto lo siamo non possiamo più sapere se lo vogliamo o se ci terrorizza, non possiamo sapere se davvero vogliamo ciò che ci sembrava di volere fino a oggi. Ma conosceremo sempre Luisa, è inutile farsi domande perché è tutto così, nascere dipende da un movimento casuale, una frase pronunciata da uno sconosciuto dall'altro capo del mondo, un gesto interpretato, una mano sulla spalla e un sussurro che poteva non essere sussurrato. Ogni passo compiuto e ogni parola pronunciata da qualsiasi persona in qualsiasi circostanza (nell'indecisione o nella convinzione, nella sincerità o nell'inganno) hanno ripercussioni inimmaginabili che colpiscono chi non ci conosce né lo pretende, chi non è nato o ignora che potrà temerci, e si trasformano letteralmente in tema di vita o di morte, tante vite e tante morti hanno un'origine enigmatica che nessuno avverte e nessuno ricorda, nella birra che abbiamo deciso di bere incerti di avere abbastanza tempo, nel buonumore che ci ha resi simpatici a chi ci hanno appena presentato, senza sapere che poco prima aveva urlato o fatto soffrire qualcuno, nella torta che volevamo fermarci a comprare mentre andavamo a pranzo dai nostri genitori e che alla fine non abbiamo comprato, nell'ansia di ascoltare una voce benché non c'importi quello che dice, e nell'audace telefonata che abbiamo fatto, nel nostro desiderio di restare a casa che non abbiamo esaudito. Uscire, e parlare, e fare, muoversi, guardare e sentire ed essere percepiti ci pone in un rischio costante, ma neppure rinchiudersi e tacere e stare tranquilli ci salva dalle conseguenze, dalle situazioni logiche e irrimediabili, da ciò che oggi è imminente e che quasi un anno fa era assolutamente inaspettato, o quattro, o dieci o cento anni fa, o anche solo ieri.

Javier Marías, Un cuore così bianco