Citazioni con argomento "Lacrime"

Un bel po' in là nel tempo, quando ancora era piccolo, piccolo quanto la bambina che ama, e suppergiù con gli stessi anni di lei. Allora era anche lui un bambino che coltivava un suo recondito disegno, un bambino a cui non dispiaceva giocare nella penombra e parlare sottovoce di cose segrete ai suoi cavallini. Che forse non erano cavallini, ma più probabilmente aeroplani e navi. Pensava e sentiva cose che crescevano dentro di lui in modo misterioso, forse la notte, o quando, durante il giorno, sognava. Quelle cose non sapeva dirle a nessun altro se non ai suoi aeroplanini. E se capitava a volte che provasse a dirlo a qualcuno, per amore, per paura, per vanto, uscivano fuori sotto forma di parole attorcigliate che lo facevano sentire prigioniero e solo.

Per questo motivo qualche volta piangeva. Piangeva per l'enorme sforzo che faceva, per la disperante frustrazione che ne ricavava. E siccome detestava infastidire chicchessia con le proprie lacrime, asciugava il suo pianto bevendolo. Voleva che tornasse giù da dove era venuto; voleva che nessuno fosse rattristato dalla sua tristezza. Gli era giunta voce che era molto difficile che i bambini tristi potessero essere amati.
Se qualcuno lo sorprendeva a bere le proprie lacrime, allora si sforzava di spiegare che gli sembravano zuccherate, che erano buone. Diceva che erano goccioline di zucchero. E nessuno trovava da ridire.
Invece sono salate, riconosce l'uomo, tali e quali a quelle di una volta.

Maurizio Maggiani, È stata una vertigine