Citazioni con argomento "Contrasto"

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un'anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.

Emily Dickinson, Solitudine

Il potere non resiste alla risata... degli altri... di quelli che il potere non lo posseggono.

Dario Fo, Manuale minimo dell'attore

Molte notizie provengono dal cuore, l’accumulo è esorbitante, ma l’età non c’entra.

C’è, esterrefatto, uno speciale amore per la vita, come un big bang, un sentimento nascente, allo stato natura, quasi cinico nel senso esatto che intendeva Diogene.

C’è un crescente rifiuto per il plateale, il “pubblico”, l’immagine di me proiettata fuori a “sons et lumieres”, sinceramente sempre più insopportabili.

C’è un rifiuto fino al vomito per gli “universali” conclamati, per le leggi uguali per tutti, per l’idea somma che coincida con la somma delle idee che invece è sempre una differenza.

C’è un “arimortis”: una cosa è la democrazia un’altra la demolatria. Non è vero che possono parlare tutti: che gli stupidi tacciano, che gli stereotipi siano banditi, che non si riassuma più in termini di sopravvivenza personale il mistero sociale, l’irrompere di nuove culture. Che si metta un tassametro alle parole e alle paure. Le piccole solitudini che difendono i piccoli guadagni accumulati dai latrocini impuniti di padri bottegai mi fan vomitare. Io sono per le grandi solitudini. In una grande solitudine si parla con il mondo intero.

C’è un avvertimento di impotenza. Comunque mi muova, comunque mi agiti non è più quel tempo, o l’inizio di un tempo: siamo a metà o a tre quarti, o capovolti o fermi a ruote che slittano nel fango.

C’è che le idee sono più grandi degli uomini: che gli uomini, tutti gli uomini muovono le loro azioni per sè, per il loro piccolo clan, club, entourage, mafia, mafietta. Nessuno più, né da destra, né da sinistra (o forse nessuno mai?) cerca l’uomo ideale, la società ideale, di là del proprio interesse personale.

C’è il quadrato di difesa eretto a baluardo, perché gli indiani (o i messicani, o i barbari, o comunque gli altri) sono tanti e imbattibili. Nel quadrato si scrive poesia, si legge poesia, tutta la poesia possibile che sia d’immagini, suoni, parole o simboli.

C’è anche paura di aver cercato troppa poesia e di aver illuso qualcuno.

C’è paura di essere colpevole di utopia e sogni, essudati, insegnati ai figli, ai ragazzi, agli uomini come lezione di vita, quando la vita è poi ben altra cosa: paura di aver creato piedistalli fragili, nervi indifesi, menti e cuori impreparati al vero.

C’è silenzio, a volte come una magia positiva, come se il silenzio riassumesse tutti i suoni possibili al pari del bianco per i colori; a volte come oppressione insostenibile da lacerare subito con un urlo espressionista: chi lo sente, in casa mia c’è ormai abituato, ma se capita l’impellenza al bar o sul metrò, devo uscir subito, scappare.

C’è amore. Amo a distesa, amo a perdita d’occhio: ho invertito i poli, capito la sofferenza come guadagno, una sorta di interesse su un capitale infinito. Amo i miei, amo chi non può spiegarsi, amo chi naviga in vera coerenza, amo chi ride, chi ha riverenza del bello del comico, del tragico, chi non si erge, chi non fa chiasso, chi agisce per istinto, chi ama di là dei soldi, della presunzione, della sciatteria dei “media”, della paura di dio.

Molte notizie provengono dal cuore, altre verranno. Io ascolto, ascolto continuamente, e so che Omero è nuovo ogni mattina e niente è così vecchio come il giornale, ogni mattina.

Roberto Vecchioni, intervento in SuperGuida

Il padre: Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede «uno» ma non è vero: è «tanti», signore, «tanti», secondo tutte le possbilità d'essere che sono in noi: «uno» con questo, «uno» con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre «uno per tutti», e sempre «quest'uno» che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero, non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto! Ora lei intende la perfidia di questa ragazza? M'ha sorpreso in un luogo, in un atto, dove e come non doveva conoscermi, come io non potevo essere per lei; e mi vuoi dare una realtà, quale io non potevo mai aspettarmi che dovessi assumere per lei, in un momento fugace, vergognoso, della mia vita! Questo, questo, signore, io sento sopra tutto.

Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore

Ah, certo, avrei potuto vivere in un altro modo, e fare contenta te, papa, Fedy, le nonne - tutti quanti. Sarebbe stato facile, molto più facile, credimi. Non avrei dovuto tare niente, se non rispettare un paio di regole facili facili, non sarei stata mai più sola, avrei solo dovuto essere uno nel gregge. Ma è questo che ti aspettavi veramente da me, mama? Io non credo.

Tu mi volevi speciale - come te. Ah, sì, avrei potuto fare come tutti gli altri - aspettare il mio turno, marciare al passo, non si può fermarsi all'improvviso, e nemmeno deviare — solo fare ciò che è previsto, ma io invece ho cercato di fare proprio questo - ho preso un'altra strada... Non ho voluto abituarmi - reagire come il pezzo di una macchina, e nemmeno accettare di vivere come nel sonno - senza mai dover aprire gli occhi. Io li ho aperti, gli occhi, mi sono svegliata.

È vero che è stato un incubo, questo viaggio. È stato un incubo vivere in America, e quando sono scappata - cosa che ti sembra così offensiva perché i generali non fuggono, suppongo - di notte ero quasi congelata, e quanto mi avrebbe fatto comodo una luce, una casa, il profumo di una zuppa fumante, invece ero nel bosco, nel gelo, ma lo preferivo alla vita là fuori, che era solo una menzogna - una prigione, mama! Sì, potevo avere tutto, se mi comportavo in modo conforme alle regole, la legge esercita un potere anonimo ma inesorabile.

Ma ho preferito starmene al gelo - là fuori, perché non voglio vivere in quel modo. Negli ultimi tempi ho visto molte prigioni, è vero - e non me ne vergogno, non lo nasconderò, non sperarlo - lo scriverò sui giornali e nei libri - lo dirò a tutti. Io non ho voluto viverla quella vita, mama, io ho voluto essere libera. Ho scelto la solitudine, il coraggio di accettare quello che sono, senza negare di sapere che il mio amore è disperato, io l'ho accettato e sono restata coraggiosa. È questo che intendo.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata