Citazioni con argomento "Presente"

Si scrive per guarire se stessi,
per sfogarsi, per lavarsi il cuore.
Si scrive per dialogare anche
con un lettore sconosciuto.
Ritengo che nessuno senza memoria
possa scrivere un libro,
che l'uomo sia nessuno senza memoria.
Io credo di essere un collezionista di ricordi,
un seduttore di spettri.
La realtà e la finzione sono due facce
intercambiabili della vita e della letteratura.
Ogni sguardo dello scrittore diventa
visione, e viceversa:
ogni visione diventa uno sguardo.
In sostanza è la vita che si trasforma
in sogno e il sogno che si trasforma in vita,
così come avviene per la memoria.
La realtà è così sfuggente ed effimera...
Non esiste l'attimo in sé,
ma esiste l'attimo nel momento in cui è già passato.
Piuttosto che vagheggiare
un futuro vaporoso ed elusivo,
preferisco curvarmi sui fantasmi
di ieri
senza che però mi impediscano di vivere l'oggi nella sua pienezza

Gesualdo Bufalino

«[...] la separazione di fuori e dentro è abituale al nostro pensiero, ma non gli è indispensabile. Il nostro spirito ha la possibilità di superare il limite che gli abbiamo imposto, verso l'aldilà. Al di là delle antinomie di cui è composto il nostro mondo, hanno inizio conoscenze nuove, diverse. - Ebbene, caro amico, devo confessarti una cosa: da quando il mio pensiero è mutato, per me non esistono più parole e massime univoche; ogni parola possiede decine, centinaia di significati. Qui ha inizio ciò che temi: la magia.» [...]

«Posso aiutarti?» chiese Erwin.
«Non so. Fa' come vuoi. Raccontami di più della tua magia! Dimmi come fare perché l'idolo possa di nuovo uscire da me.»
Erwin pose una mano sulla spalla dell'amico. Lo condusse alla poltrona e ve lo fece sedere.
Poi parlò con cordialità, sorridendo, con voce quasi materna:
«L'idolo uscirà di nuovo da te. Abbi fiducia in te stesso. Hai imparato a credere in lui. Adesso impara ad amarlo! Esso è dentro di te ma è ancora morto, è ancora un fantasma per te. Sveglialo, parlagli, ponigli quesiti! Esso è te stesso! Non lo odiare più, non temere, non lo tormentare - quanto hai tormentato quel povero idolo che pure eri tu! Quanto hai tormentato te stesso!»
«È questa la via verso la magia?» chiese Friedrich. Era sprofondato nella poltrona, come invecchiato, e la sua voce era dolce.
Erwin disse: «Questa è la via, e forse hai già compiuto il passo più difficile. Hai sperimentato che il fuori può divenire il dentro. Sei stato al di là delle antinomie. Ti è parso un inferno: impara, amico, che è un paradiso! Perché è il paradiso che hai davanti. Vedi, questa è magia: scambiare fuori e dentro, non per costrizione, non soffrendo come hai fatto tu, ma liberamente, volontariamente. Chiama il passato, chiama il futuro: ambedue sono in te! Oggi sei stato schiavo del tuo intimo. Impara a esserne padrone. Questa è magia.»

Hermann Hesse, Dentro e fuori