Citazioni con argomento "Sofferenza"

Un bel po' in là nel tempo, quando ancora era piccolo, piccolo quanto la bambina che ama, e suppergiù con gli stessi anni di lei. Allora era anche lui un bambino che coltivava un suo recondito disegno, un bambino a cui non dispiaceva giocare nella penombra e parlare sottovoce di cose segrete ai suoi cavallini. Che forse non erano cavallini, ma più probabilmente aeroplani e navi. Pensava e sentiva cose che crescevano dentro di lui in modo misterioso, forse la notte, o quando, durante il giorno, sognava. Quelle cose non sapeva dirle a nessun altro se non ai suoi aeroplanini. E se capitava a volte che provasse a dirlo a qualcuno, per amore, per paura, per vanto, uscivano fuori sotto forma di parole attorcigliate che lo facevano sentire prigioniero e solo.

Per questo motivo qualche volta piangeva. Piangeva per l'enorme sforzo che faceva, per la disperante frustrazione che ne ricavava. E siccome detestava infastidire chicchessia con le proprie lacrime, asciugava il suo pianto bevendolo. Voleva che tornasse giù da dove era venuto; voleva che nessuno fosse rattristato dalla sua tristezza. Gli era giunta voce che era molto difficile che i bambini tristi potessero essere amati.
Se qualcuno lo sorprendeva a bere le proprie lacrime, allora si sforzava di spiegare che gli sembravano zuccherate, che erano buone. Diceva che erano goccioline di zucchero. E nessuno trovava da ridire.
Invece sono salate, riconosce l'uomo, tali e quali a quelle di una volta.

Maurizio Maggiani, È stata una vertigine

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad, Sono una donna

Josef: Stavo pensando che... tu e io... potremmo forse andare insieme da qualche parte uno di questi giorni... Oggi. Adesso. Vieni con me Hanna!
Hanna: No, io... penso che questo non sia possibile.
Josef: Perché no?
Hanna: Perché penso che se andassimo da qualche parte insieme ho paura che un giorno, forse non oggi, forse neanche domani ma all'improvviso un giorno... ho paura che comincerei a piangere a piangere così forte che niente e nessuno potrebbe fermarmi e lacrime riempirebbero la stanza, io non riuscirei più a respirare e ti trascinerei giù insieme a me e affogheremmo insieme.
Josef: Imparerò a nuotare, Hanna. Te lo prometto. Imparerò a nuotare.

Tratta da La vita segreta delle parole di Isabel Coixet

Ci sono così poche cose laggiù, in profondità. Milioni e milioni di tonnellate d'acqua. Rocce e gas. Amore e sangue. Cento minuti, mille anni. Ceneri. Luce. Adesso. In questo preciso istante. Un attimo fa. L'ho già detto, vero? Ci sono così poche cose... Silenzio e parole.

Tratta da La vita segreta delle parole di Isabel Coixet

Ho perduto troppo tempo
tra la mia incoerenza
dietro cui ho trascorso giorni

Tutto intorno per il fondo
giù per questa scala
contro un esistenza vana

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

Dal passato ho ereditato
la saggezza d'oggi
che vorrei ora mi aiutasse

Crescere non ti rende forte
quanto il sacrificio a volte
e per questo spesso è notte

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

la vita è un po' più amara
ad ogni passo dalla scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

Tempo che ho perduto ormai
mentre li hai a di
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi

E passano inverni
e ricordi eterni
e rimarrai il pazzo
di sempre
di sempre
di sempre
il pazzo di sempre

Giusy Ferreri, La scala