Niccolò Ammaniti

«Dicono che Dio sa perdonare. Dicono che Dio, nella sua infinita bontà ha creato gli esseri umani a sua immagine e somiglianza. Io non capisco, però: come può aver creato quel mostro che ha ucciso la mia bambina? Come può aver assistito a tutto ciò? A una povera bambina che veniva buttata giù dal suo motorino, presa a botte, violentata e finita con una sassata in testa? Dio vedendo tutto ciò avrebbe dovuto urlare dall'alto dei cieli così forte da renderci tutti sordi, avrebbe dovuto oscurare il giorno, avrebbe dovuto... E invece non ha fatto niente. I giorni passano e non succede niente. Il sole sorge e tramonta e un assassino infame si nasconde tra noi. E mi chiedono di parlare di perdono? Io come posso perdonarlo? Non ho la forza. Mi ha tolto la cosa più bella che avevo...» Poggiò i gomiti sul leggio, si mise le mani sulla faccia e scoppiò a piangere a dirotto. «Io lo voglio vedere morto...»

Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda

Decise di fare un tentativo per la strada che passava attraverso il bosco di San Rocco. Anche se era assurdo che sua figlia l'avesse presa. Le aveva detto mille volte di non farla.

Salì per i tornanti. Attraversò il bosco e arrivò dall'altra parte. Ma decise di tornare indietro. Parcheggiò la BMW in uno slargo dove c'era una cabina dell'Enel e scese dalla macchina.

Per il resto dei suoi giorni Alessio Ponticelli si chiese cosa l'avesse spinto a fermarsi proprio lì, senza riuscire a darsi una risposta. Secondo alcune ricerche americane certi animali sono in grado di avvertire l'odore del dolore. Il dolore ha un odore proprio, forte e pungente, come i feromoni degli insetti. Un puzzo che rimane attaccato alle cose per un sacco di tempo. E forse lui, in qualche modo, aveva sentito la sofferenza che la figlia aveva provato prima di andarsene.

Fatto sta che quando Alessio Ponticelli vide il motorino di sua figlia buttato dietro la cabina dell'Enel qualcosa dentro di lui si seccò e morì. Ed ebbe la certezza che Fabiana non facesse più parte di questo mondo.

Ascoltò l'ansare scomposto del proprio respiro. L'universo si ridusse a una serie di pensieri sconnessi su cui calò il dolore che lo avrebbe accompagnato, come un cane fedele, per il resto dei suoi giorni.

Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda