Leonardo Pieraccioni

Ogni sei mesi minacciano di dormire in stanze separate, ma poi ci ripensano e si addormatano insieme. I' mi' babbo e la mi' mamma. Ora, io non vi voglio certo far piangere, ma vi giuro che quando non ci saranno più mi gireranno davvero troppo i coglioni. O come fo? Io poi, maremma cane, son anche figlio unico. i' mi' patrimonio e son loro!

M'importa una sega di' cine, delle serate, delle foto sui giornali e delle bucaiole che incontro: i' mi' patrimonio sono i' mi' babbo e la mi' mamma. Son loro che cercano di raccomodare un ombrellone da ducentomila lire per non ricomprarlo nuovo. E' i' mi' babbo che spenge sempre tutte le luci "per non regalare i soldi a quelli dell'Enel".

E' la mi' mamma che invece mi dice: "Ma perché tu un ti compri una bella porsce, bischero!". "Una porsce?" la ripiglia i' mi' babbo terrorizzato, "ma che sei grulla? Sai quanto la ti consuma?". Sono i' mi' genitori che son venuti tre volte in du' giorni alla Ginestra quando carabiniere vigilavo il seggio in una scuola e sembravo un bambino vestito in maschera.

Sono loro che accampavano da lontano per vigilare che tutto m'andasse bene. E' i' mi' babbo che, quando sono stato in teatro al Variety, in quindici giorni è venuto sedici volte prendendosi anche la doppia della domenica. Sono loro i miei eroi, non c'è un cazzo da fare. Non vorrei sembrare già rincoglionito ma una sera, ve lo consiglio, pigliate i vostri genitori, se ancora avete il culo di averceli, e portateli in una pizzeria.

Ordinate tre pizze. Mangiatele in silenzio. Vi sembrerà di non aver fatto niente di speciale. Tutto il resto passerà, quella serata qualunque vi rimarrà dentro per sempre.

Leonardo Pieraccioni, Tre mucche in cucina