... It takes a fool to remain sane ...

Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giorno: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Frankie Hi NRGRap lamento

A parte che gli anni passano
per non ripassare più,
e il cielo promette di tutto
ma resta nascosto li dietro il suo blu,
e anche le donne passano,
qualcuna anche per di qua,
qualcuna ci ha messo un minuto,
qualcuna è partita ma non se ne va..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui..

A parte che ancora vomito
per quello che riescono a dire,
non so se sono peggio le balle
oppure le faccie che riecono a fare
A parte che i sogni passano se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui..

Tira sempre un vento che non cambia niente
mentre cambia tutto sembra aria di tempesta,
senti un po’ che vento forse cambia niente
certo cambia tutto sembra aria bella fresca..

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia
e avresti potuto vivere al mare
ed anche le stelle cadono
alcune sia fuori che dentro
e un desiderio che esprimi
te ne rimangono fuori altri cento..

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così
Niente paura, niente paura, niente paura
si vede la luna perfino da qui
Niente Paura, niente paura

LigabueNiente paura

Ah, certo, avrei potuto vivere in un altro modo, e fare contenta te, papa, Fedy, le nonne - tutti quanti. Sarebbe stato facile, molto più facile, credimi. Non avrei dovuto tare niente, se non rispettare un paio di regole facili facili, non sarei stata mai più sola, avrei solo dovuto essere uno nel gregge. Ma è questo che ti aspettavi veramente da me, mama? Io non credo.

Tu mi volevi speciale - come te. Ah, sì, avrei potuto fare come tutti gli altri - aspettare il mio turno, marciare al passo, non si può fermarsi all'improvviso, e nemmeno deviare — solo fare ciò che è previsto, ma io invece ho cercato di fare proprio questo - ho preso un'altra strada... Non ho voluto abituarmi - reagire come il pezzo di una macchina, e nemmeno accettare di vivere come nel sonno - senza mai dover aprire gli occhi. Io li ho aperti, gli occhi, mi sono svegliata.

È vero che è stato un incubo, questo viaggio. È stato un incubo vivere in America, e quando sono scappata - cosa che ti sembra così offensiva perché i generali non fuggono, suppongo - di notte ero quasi congelata, e quanto mi avrebbe fatto comodo una luce, una casa, il profumo di una zuppa fumante, invece ero nel bosco, nel gelo, ma lo preferivo alla vita là fuori, che era solo una menzogna - una prigione, mama! Sì, potevo avere tutto, se mi comportavo in modo conforme alle regole, la legge esercita un potere anonimo ma inesorabile.

Ma ho preferito starmene al gelo - là fuori, perché non voglio vivere in quel modo. Negli ultimi tempi ho visto molte prigioni, è vero - e non me ne vergogno, non lo nasconderò, non sperarlo - lo scriverò sui giornali e nei libri - lo dirò a tutti. Io non ho voluto viverla quella vita, mama, io ho voluto essere libera. Ho scelto la solitudine, il coraggio di accettare quello che sono, senza negare di sapere che il mio amore è disperato, io l'ho accettato e sono restata coraggiosa. È questo che intendo.

Melania G. MazzuccoLei così amata

Parlò anche dei gabbiani che risalgono la corrente del Tevere e la sera si addensano sui tetti di Roma, portando coi loro richiami il ricordo del mare. Sembrano sempre fuori posto, o al posto sbagliato, come tanto spesso si è sentito lui.

Perché non sono mai potuto ritornare a casa, Vita - avrebbe voluto aggiungere. Non avevo più un mondo cui tornare - non un paesaggio né un luogo. Nemmeno il ricordo di essi. Solo i loro nomi. Non esisteva più un gruppo di persone che potevano definirsi la mia gente. Non avevo più nulla in comune con i miei parenti. La loro ingenuità mi stupiva. La loro avidità mi irritava, perché mi ricordava che avevo smarrito la mia. La loro ignoranza mi offendeva. I loro progetti non erano i miei. Non conoscevo più i miei genitori. Li amavo più di prima, e sarei saltato nel fuoco per loro, ma nel mio amore ormai c'era solo compassione, e pietà. Chi ero? Un estraneo. Uno straniero. Ho continuato ad andarmene — e non ho fatto altro che partire di nuovo. Era come se la nave sulla quale mi sono imbarcato non fosse mai arrivata in porto, come se avesse continuato a vagare sull'oceano, sospesa tra due rive, senza meta e senza ritorno.

Ho provato a fare parte di qualcosa, ci ho provato con la Guardia di Finanza, con la Marina, con la guerra - non mi hanno voluto. La mia malattia mi ha tenuto lontano. Ci ho provato con la politica - ma non è servito, ho scoperto soltanto quanta gente è disposta a fischiettare per dire chi sei a quelli che ti aspettano per ammazzarti... Eppure, ciò che volevo, l'avevo ottenuto. L'America ha fatto di me una persona rispettabile, un borghese. Mi hanno assunto in un ufficio. Mi hanno accettato, Vita. Ma io ero sempre altrove. Finché non ero più da nessuna parte e se non sono riusciti a uccidermi è stato semplicemente perché ero già morto. Morto come i morti che si spintonano sul tram, che sgomitano negli uffici, nei viali, nei cinema, nelle chiese. Che si scambiano parole consunte - che non sanno e non vogliono sapere. Che si illudono di sopravvivere ai loro corpi morti, alle loro morte anime, ai loro morti pensieri. Sono stato assassinato dalla miseria, dalla mediocrità, dalla prepotenza, dalla tirannia della necessità e del bisogno. Eppure mai una volta - mai - ho desiderato tornare indietro.

Melania G. MazzuccoVita

Se gli avessero chiesto cos'è la libertà, che aveva tanto cercato, adesso avrebbe saputo cosa rispondere: non provare vergogna di se stessi. È questa l'unica vera e autentica libertà. Tutto il resto rende schiavi.

Melania G. MazzuccoVita

Il padre: Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai! Guardi: la mia pietà, tutta la mia pietà per questa donna è stata assunta come la più feroce delle crudeltà.

Luigi PirandelloSei personaggi in cerca d'autore

Il padre: Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede «uno» ma non è vero: è «tanti», signore, «tanti», secondo tutte le possbilità d'essere che sono in noi: «uno» con questo, «uno» con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre «uno per tutti», e sempre «quest'uno» che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero, non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto! Ora lei intende la perfidia di questa ragazza? M'ha sorpreso in un luogo, in un atto, dove e come non doveva conoscermi, come io non potevo essere per lei; e mi vuoi dare una realtà, quale io non potevo mai aspettarmi che dovessi assumere per lei, in un momento fugace, vergognoso, della mia vita! Questo, questo, signore, io sento sopra tutto.

Luigi PirandelloSei personaggi in cerca d'autore

Al culmine della collina di Inchicore s'erano raccolti gruppi di spettatori per assistere al precipitoso ritorno delle macchine: attraverso questo canale di miseria e di inerzia correva la ricchezza e l'industria del continente. Di tanto in tanto i gruppi di persone si sbracciavano nell'applauso di gratitudine dell'oppresso.

James JoyceGente di Dublino

E lui, come l'ascoltò? Chiedendosi se c'era stato un momento, nella loro vita, prima che lei imboccasse la strada sbagliata... Dove e quando? Pensando, tuttavia, che quel momento non esisteva: in tutti gli anni che era riuscita a ingannarli, a sembrare una figlia docile e obbediente, non era mai stato possibile esercitare su di lei una vera discipina. Pensando alle cose che aveva fatto: tutte inutili, dalla prima all'ultima. I preparativi, la pratica, l'obbedienza; quell'intransigente dedicarsi all'essenziale, alle cose che contano di più; la metodica creazione di un sistema, la paziente analisi di ogni problema, grande o piccolo; né incertezza, né pigrizia, né negligenza; adempiere scrupolosamente ogni obbligo, affrontare energicamente le esigenze di ogni situazione... Una lista lunga come la costituzione degli Stati Uniti, i suoi articoli di fede: e tutto inutile. Era tutto qui: la sistemazione della futilità. L'unica persona che lo Svedese aveva imprigionato tra le sbarre della propria responsabilità era se stesso.

Philip RothPastorale Americana

Ogni cosa è fatta di tre punti di vista: il mio, il suo e la verità.

Oriana FallaciPenelope alla guerra

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