Citazioni appartenenti al genere "Prefazione"

L’universo di chi scrive ha tanti angoli.
Non è rotondo, quadrato o romboidale. È spigoloso e irregolare, come quelle strane figure di poligoni nei libri di scuola, che nessuno ha mai capito cosa potessero essere o a cosa sarebbero potute servire.

È un mondo di “cantucci” e strade strette che passano, mai dritte, dalle parole alle frasi, dalle rime ai versi, dai periodi ai capitoli, dalle storie compiute a quelle mai finite. E mai finito è il modo col quale ci si mette sotto il foglio, con le stanze delle case che non hanno mai tavoli comodi, che sono colorate e arredate male, quando non viene quello che vuoi dire e daresti la colpa a tutti, magari a quel panino che ti sembra di non aver digerito, o agli occhiali che, da presbite, indossi malvolentieri.

L’universo di chi scrive ha mille porte, dove si entra e si esce di continuo senza coprirsi e finisce che si prende il raffreddore se fuori gela o piove male, di quelle gocce che le puoi contare: uno, due, …tante, ma senza fretta si rientra, dallo spiraglio vicino e il caldo arriva, con calma, perché arrivano le sillabe che finalmente cantano e passa il raffreddore e passa il freddo e ti sembra di essere Leopardi.

L’universo di chi scrive ha le sue muse, che cambiano ma passano dagli stessi giorni, dalle settimane uguali. Quando con gli occhi senti gli occhi che conosci, che leggono di sbieco i tuoi pensieri, sai che sono quelli che se chiusi, ti fanno allontanare dalle cose. Ti menti di continuo se non c’è e vuoi giustificare le tue lontananze dalle minestre e dai supermercati, con impegni virtuali, superiori. Poi ti ritrovi a voler parlare d’altro, di cose alte, d’infinito… Ma finisci inevitabilmente a parlar di lei.

L’universo di chi scrive ha le gambe corte, come le bugie che ti racconti quando conti e non ti torna e prendi un libro, lo sfogli aspettando quel verso chiaro e netto, che ha naturalmente il pregio di quadrare. Ricerchi l’esclusivo, l’unico, il mai banale, ma tutto è già scoperto porco cane e non ti rimane che provare e riprovare.

Chi scrive è un universo colorato e misterioso, minuscolo, così piccolo che quasi non si vede; così leggero ch’è quasi inesistente.

Giorgio Del Ghingaro, Prefazione all’Antologia delle Poesie Finaliste (Premio Nazionale di Poesia “Città di Capannori” Edizione 2005)