... Gocce di memoria ...

Sono gocce di memoria
queste lacrime nuove
siamo anime in una storia, incancellabile
le infinite volte che
mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
inestimabile, è inafferrabile
la tua assenza che mi appartiene
siamo indivisibili, siamo uguali e fragili
e siamo giò così lontani

con il gelo nella mente
sto correndo verso te
siamo nella stessa sorte
che tagliente ci cambierà
aspettiamo solo un segno
un destino un'eternità
e dimmi come posso fare
per raggiungerti adesso
per raggiungere te

siamo gocce di un passato
che non può più tornare
questo tempo ci ha tradito: è inafferrabile
racconterò di te,
inventerò per te
quello che non abbiamo

le promesse sono infrante
come pioggia su di noi
le parole sono stanche,
ma so che tu mi ascolterai
aspettiamo un altro viaggio
un destino una verità
e dimmi come posso fare
per raggiungerti adesso
per raggiungere te...

GiorgiaGocce di memoria

Dicono che la mia sia una poesia d'inappartenenza.
Ma s'era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.

Eugenio MontaleXenia I

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio MontaleXenia II

Mio caro Davide, da quando non ci sei più Martina mi chiede spesso di te. Lei ti chiama ancora Simone, ma presto le racconterò la tua storia. Ieri a lavoro, per la prima volta, mi hanno chiesto di fare un dolce da sola. Indovina quale gli ho fatto?

Il capopasticcere non ha fatto commenti, però l'ha aggiunto alla lista di quelli da preparare per la domenica, credo che sia un buon segno. Filippo è riuscito a farsi cambiare di turno... Sembrava che avesse vinto la lotteria, era così entusiasta!

E io ho capito che non posso chiedergli di più. Sai, quando penso a Lorenzo, ho paura di aver già cominciato a dimenticare il suo volto, a non ricordare più la sua voce. Cosa sta facendo in questo momento? A chi sta sorridendo? Ho ancora bisogno di una tua parola, di un tuo sguardo, di un tuo gesto.

Ma poi all'improvviso sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno ti lasciano sempre addosso un po' di sé. È questo il segreto della memoria? Se è così, allora mi sento più sicura perché so che non sarò mai sola.

La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek

Quel pomeriggio meditai a lungo, frugando fra i relitti del mio passato. Un lavoso sporco, pauroso, persino pericoloso. Scoprii innumerevoli vecchie abitudini e convinzioni che avevo difeso muovendo da presupposti falsi e fuorvianti. Mi sarei fermata a riparare la tomba di un ebreo o di un buddhista?

Ricordavo bene come mi irritassero gli ingorghi provocati dalla folla di fedeli che lasciavano un luogo di preghiera. Sarei stata capace, d'ora in poi, di restare concentrata su ciò che era davvero importante, di non erigermi a giudice, ma di lasciare che gli altri seguissero la loro strada accompagnati dalla mia benedizione?

Stavo cominciando a capire che noi diamo sempre qualcosa a tutte le persone che incontriamo, ma che scegliamo che cosa dare. Ogni nostra parola, ogni nostra azione è diretta ad allestire la scena per la vita che aspiriamo a condurre.

Marlo Morgan...E venne chiamata due cuori

Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.

Isabelle AllendePaula

Mattia. Ecco. Ci pensava spesso. Di nuovo. Era come un'altra delle sue malattie, dalla quale non voleva veramente guarire. Ci si può ammalare anche solo di un ricordo e lei era ammalata di quel pomeriggio nella macchina, di fronte al parco, quando con il proprio viso aveva coperto il suo per togliergli da davanti il luogo di quell'orrore.

Paolo GiordanoLa solitudine dei numeri primi

Ho perduto troppo tempo
tra la mia incoerenza
dietro cui ho trascorso giorni

Tutto intorno per il fondo
giù per questa scala
contro un esistenza vana

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

Dal passato ho ereditato
la saggezza d'oggi
che vorrei ora mi aiutasse

Crescere non ti rende forte
quanto il sacrificio a volte
e per questo spesso è notte

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

la vita è un po' più amara
ad ogni passo dalla scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

Tempo che ho perduto ormai
mentre li hai a di
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi

E passano inverni
e ricordi eterni
e rimarrai il pazzo
di sempre
di sempre
di sempre
il pazzo di sempre

Giusy FerreriLa scala

Ma quello a cui mi fa pensare il sorriso di Ivy è la sua risata: una risata da fumatrice accanita, rauca e gutturale. E appena penso alla sua risata, come in virtù di un processo di associazione sensoriale, mi scopro a ricordare il suo odore. È strano come così pochi dei nostri ricordi più intensi siano visivi: ecco una cosa di cui mi piacerebbe parlare con te, Imogen - una delle tante, in realtà. Perché i tuoi ricordi, ne sono certa, sono intensi quanto i miei, intensi quanto i ricordi di tutti noi che siamo "vedenti" - come credo si dica adesso -, forse anche più intensi.

Jonathan CoeLa pioggia prima che cada

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