Citazioni tratte da "Diario di rondine"

Alcune bellezze saltano agli occhi e altre sono geroglifici: ci si mette del tempo a decifrare il loro splendore ma, quando ormai è evidente, è più bello della bellezza stessa.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

C'è gente abbastanza sfortunata da trovare l'amore della sua vita, lo scrittore della sua vita, il filosofo della sua vita, ecc. È ovvio che diventeranno dei rincoglioniti.

A me era capitato di peggio: avevo incontrato la musica della mia vita. Nonostante i loro album fossero molto sofisticati, i Radiohead mi inebetivano in maniera ancora più potente delle patologie sopra citate. Mi fa orrore la musica di sottofondo, innanzitutto perché non esiste cosa più volgare, e poi perché le melodie più belle possono entrare in testa con tale insistenza da trasformarsi in canzonette. Non esiste l'amore di sottofondo, la letteratura di sottofondo, il pensiero di sottofondo: esiste il rumore di fondo, che è una cosa orribile, un veleno. Soltanto il rumore dei colpi d'arma da fuoco riusciva a sopravvivere nella mia prigione acustica.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

L'odorato ha di meraviglioso che non implica alcun possesso. Si può essere straziati di piacere, per la strada, grazie a un profumo indossato da una persona non identificata. E il senso ideale, molto più efficace dell'orecchio sempre tappato, molto più discreto dell'occhio che si comporta da padrone, molto più raffinato del gusto che gode solo quando consuma. Se vivessimo ai suoi ordini, il naso farebbe di noi degli aristocratici.

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L'orecchio è un punto debole. L'assenza di palpebre ne aggrava una deficienza: sentiamo sempre quello che vorremmo evitare di sentire, e non sentiamo quello che ci serve. Siamo tutti duri d'orecchi, perfino chi ha l'orecchio assoluto. La musica ha anche la funzione di illuderci di dominare il più sgangherato dei sensi.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

Tutto è cominciato otto mesi fa. Ero reduce da una delusione d'amore così idiota che è meglio non parlarne. Alla mia sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza. Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore. Un'operazione semplice, ma poco efficace. Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque, sotto la pelle e sopra, negli occhi, nelle orecchie. I miei sensi mi erano nemici e non la smettevano di ricordarmi quella stupida storia.

Decisi allora di uccidere le mie sensazioni. Mi bastò individuare l'interruttore interno e spostarlo verso l'universo del né-caldo-né-freddo. Fu un suicidio sensoriale, l'inizio di una nuova esistenza.

Da allora, non soffrii più. Non sentii più niente. La cappa di piombo che mi mozzava il respiro scomparve. E anche il resto. Abitavo in una specie di vuoto.

Passato il sollievo, cominciai ad annoiarmi di brutto. Pensai di riportare l'interruttore interno sulla posizione di partenza e mi accorsi che era impossibile. La cosa mi preoccupò.

La musica che prima mi commuoveva non suscitava più nessuna reazione in me, e anche le sensazioni primarie, come mangiare, bere, fare un bel bagno rilassante, mi lasciavano di pietra. Ero castrato su tutti i fronti. La scomparsa dei sentimenti non mi pesò. La voce di mia madre, al telefono, equivaleva alla scocciatura provocata da una perdita d'acqua. Smisi di stare in pena per lei. Il che non era affatto male.

Amélie Nothomb, Diario di rondine

Subito ritrovi la geografia della tua prigione. La mia stanza sfocia nel lavabo, dove mi inondo d'acqua gelata. Cosa cerchi di sfregarti via dal volto con tutta quell'energia e quel freddo?

Poi riparte il tran tran. A ciascuno il suo: caffè-sigaretta, tè-toast o cane-guinzaglio, il percorso di tutti noi è organizzato in modo che si abbia meno paura possibile.

In realtà passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita. Per sfuggirgli, inventiamo definizioni: mi chiamo tizio, sgobbo per conto di caio, il mio lavoro consiste nel fare questo e quello.

Sotterranea, l'angoscia avanza col suo lavoro di trincea. La sua voce non si può completamente imbavagliare. Credi di chiamati tizio, che il tuo lavoro consista nel fare questo e quello ma al risveglio niente di tutto ciò esisteva. E può darsi che davvero non esista.

Amélie Nothomb, Diario di rondine