Citazioni tratte da "Considerazione 18 (1930) tratta da Il mio credo"

La fede che intendo io non si può facilmente tradurre in parole. Si potrebbe all'incirca definirla così: credo che nonostante la palese assurdità, la vita abbia nondimeno un senso; io mi rassegno a non poter comprendere questo senso supremo con l'intelletto, ma sono pronto a servirlo, dovessi anche per questo sacrificare me stesso. Percepisco dentro di me la voce di questo senso nei momenti in cui sono realmente vivo e perfettamente sveglio.

Ciò che la vita da me richiede in quei momenti voglio cercare di realizzarlo, anche se è cosa che va contro le mode e le leggi consuete. Questa fede non si può impartire per comando, né alcuno vi può costringere se stesso: è dato solo viverla. Come il cristiano non può guadagnarsi la "Grazia", né carpirla con la forza o con l'astuzia, ma solo viverla credendo. Chi non vi riesce, cerca allora la sua fede nella Chiesa, o nella scienza, o fra i patrioti e i socialisti, o altrove, dove ci sono già pronti programmi, morali e ricette.

Io non posso giudicare, neppure guardandolo con i miei occhi, se un uomo sia capace e idoneo a percorrere il difficile, affascinante cammino che porta a una vita e a un senso personali. L'appello è rivolto a migliaia, molti arrivano a un certo punto del percorso, pochi procedono oltre il confine della giovinezza, e forse proprio nessuno lo percorre fino in fondo.

Hermann Hesse, Considerazione 18 (1930) tratta da Il mio credo