Citazioni tratte da "Lei così amata"

Ah, certo, avrei potuto vivere in un altro modo, e fare contenta te, papa, Fedy, le nonne - tutti quanti. Sarebbe stato facile, molto più facile, credimi. Non avrei dovuto tare niente, se non rispettare un paio di regole facili facili, non sarei stata mai più sola, avrei solo dovuto essere uno nel gregge. Ma è questo che ti aspettavi veramente da me, mama? Io non credo.

Tu mi volevi speciale - come te. Ah, sì, avrei potuto fare come tutti gli altri - aspettare il mio turno, marciare al passo, non si può fermarsi all'improvviso, e nemmeno deviare — solo fare ciò che è previsto, ma io invece ho cercato di fare proprio questo - ho preso un'altra strada... Non ho voluto abituarmi - reagire come il pezzo di una macchina, e nemmeno accettare di vivere come nel sonno - senza mai dover aprire gli occhi. Io li ho aperti, gli occhi, mi sono svegliata.

È vero che è stato un incubo, questo viaggio. È stato un incubo vivere in America, e quando sono scappata - cosa che ti sembra così offensiva perché i generali non fuggono, suppongo - di notte ero quasi congelata, e quanto mi avrebbe fatto comodo una luce, una casa, il profumo di una zuppa fumante, invece ero nel bosco, nel gelo, ma lo preferivo alla vita là fuori, che era solo una menzogna - una prigione, mama! Sì, potevo avere tutto, se mi comportavo in modo conforme alle regole, la legge esercita un potere anonimo ma inesorabile.

Ma ho preferito starmene al gelo - là fuori, perché non voglio vivere in quel modo. Negli ultimi tempi ho visto molte prigioni, è vero - e non me ne vergogno, non lo nasconderò, non sperarlo - lo scriverò sui giornali e nei libri - lo dirò a tutti. Io non ho voluto viverla quella vita, mama, io ho voluto essere libera. Ho scelto la solitudine, il coraggio di accettare quello che sono, senza negare di sapere che il mio amore è disperato, io l'ho accettato e sono restata coraggiosa. È questo che intendo.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

Lo infastidisce che mentre lamenta la sua morte prematura e la perdita di una scrittrice singolare, l'autore del necrologio punzecchi la "zingara nonncurante ed egocentrica" - ricordando che la sua intelligenza, il suo fascino, i suoi interessi, la rendevano superiore alla massa, ma che delle sue qualità non ha mai fatto uso. È morta dopotutto. Perché ricordare che - come i personaggi dei suoi libri - sebbene fosse una donna moderna, Annermarie non aveva un autentico mestiere? Perché ricordare che non ha voluto recitare un ruolo sociale?

Sua sorella era intransigente e non faceva niente a metà. Ha sempre vissuto e fatto le cose - anche quelle che non sapeva fare - con sacro zelo. E questo non ha valore? Camminava verso la sua meta, e non si curava del resto: era colpa sua se la meta si spostava continuamente e se le tracce del suo movimento finivano per essere oblique e non conducevano da nessuna parte? Anne cercava qualcosa - e Hasi non sapeva cosa né l'aveva mai capito.

Spera solo che all'improvviso Anne abbia trovato da qualche parte il segno stabilito, e abbia saputo riconoscerlo. Obliqua era la via che percorse, obliqua, sì - perché era dritta. Chi può dire se infatti grazie al suo inquieto vagabondare su metà della terra, grazie al suo inseguire gli uomini e le idee, quella vita non avrebbe alla fine trovato il suo senso? Come si può giudicare una vita durata trentaquattro anni? È proprio vero che in questo paese spietato non si compra indulgenza nemmeno con la morte.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

Pensava che se bastassero i piaceri sconosciuti e dintorni mutati per mutare gli uomini, liberare la loro personalità dalle pastoie e farli felici, avrebbe continuato a viaggiare per sempre e non sarebbe mai tornata dall'Africa profonda, si sarebbe persa in qualche villaggio, in qualche foresta. Invece laggiù aveva scoperto che il mondo è un giardino incantato di meraviglie, ma anche il luogo della più desolata noia e prigionia, e che la chiave della felicità non è nascosta in nessun luogo sulla terra - nemmeno nelle luccicanti miniere di Kivu o in questa città sacra dove i pellegrini vengono a chiedere ai loro santi la grazia della fortuna.

La vita della terra si svolge indifferente alla nostra felicità o sofferenza, indifferente e maestosa, ma la chiave per sopportare ciò, sempre e ovunque, è stata messa nelle nostre mani.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

E quando nell'ufficio spiegava davanti a sé le lettere e cominciava a leggere i segreti degli altri, le loro confessioni, i loro slanci di debolezza o cattiveria, sentiva le parole di Miro che le diceva: non sono una spia, non nel senso che credono loro. Io voglio restituire le parole al loro significato, i suoni alla loro origine, e "spia" viene da una parola antica che significa osservare. Allora è vero. Io sono colui che osserva. Ma non sono il giudice degli altri. Accetto di essere della loro specie.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata

Argomenti

Osservazione

La prima conseguenza della miracolosa fuga notturna fu una polmonite, che la costrinse a letto con la febbre altissima. La seconda, la definitiva disillusione verso il genere umano, e l'amarissima scoperta che anche l'amicizia e l'amore hanno un confine al di là del quale divengono parole senza valore. Ci si può conoscere da anni, aver vissuto accanto i giorni più scapigliati della giovinezza, quelli della passione, del teatro, del disincanto e della maturità, la ricchezza e la miseria, essere diventata una di famiglia aver diviso il letto e il risveglio, i viaggi e la droga - qualunque cosa insieme, ma nel momento del bisogno ti troverai a crepare nella tua miseria, e sarai solo. Erika - mille volte implorata, mille volte accorsa, Erika che per dieci anni hai seguito per tutta l'Europa, sorbendoti un numero infinito di repliche del suo cabaret, che hai visto nascere e morire dopo il fiasco americano, Erika che hai seguito perfino al di qua dell'oceano, in un paese che detesti, Erika non verrà ad aiutarti. Indaffarata fra l'organizzazione del suo tour di conferenze, la difesa di suo fratello da un'assurda denuncia come "agente comunista", le pretese del suo nuovo compagno, mille impegni e la speranza di un meritato riposo natalizio, non verrà ad aiutarti. Si può aver combattuto le stesse battaglie, contro l'ombra dei genitori - tu contro l'ombra di tua madre, lui di suo padre - per la cosiddetta vocazione, l'impegno, la scrittura, si può aver diviso gli abbracci, essersi amati, essere quasi diventati marito e moglie, si può aver vissuto vite identiche, ma Klaus - mein liebster, mein lieber Freund, come gli scrivevi ancora poche settimane fa e a cui hai professato la tua "impegnativa tenerezza"- non ascolterà il tuo richiamo. Nemmeno Margot verrà. Solamente un fratello divenuto suo malgrado l'ombra di tuo padre - talmente identico a lui da portarne, oltre al nome, il carattere, i gesti e il destino - farà l'impossibile per te - proprio come ha fatto tuo padre, e nello stesso modo, vergognandosene e dicendosi che lo fa solo perché è tuo parente, perché è suo dovere - esattamente quel dovere che tu rifiuti.

Melania G. Mazzucco, Lei così amata