... Panta rei ...

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.

Attilio BertolucciLa Rosa Bianca

La prima conseguenza della miracolosa fuga notturna fu una polmonite, che la costrinse a letto con la febbre altissima. La seconda, la definitiva disillusione verso il genere umano, e l'amarissima scoperta che anche l'amicizia e l'amore hanno un confine al di là del quale divengono parole senza valore. Ci si può conoscere da anni, aver vissuto accanto i giorni più scapigliati della giovinezza, quelli della passione, del teatro, del disincanto e della maturità, la ricchezza e la miseria, essere diventata una di famiglia aver diviso il letto e il risveglio, i viaggi e la droga - qualunque cosa insieme, ma nel momento del bisogno ti troverai a crepare nella tua miseria, e sarai solo. Erika - mille volte implorata, mille volte accorsa, Erika che per dieci anni hai seguito per tutta l'Europa, sorbendoti un numero infinito di repliche del suo cabaret, che hai visto nascere e morire dopo il fiasco americano, Erika che hai seguito perfino al di qua dell'oceano, in un paese che detesti, Erika non verrà ad aiutarti. Indaffarata fra l'organizzazione del suo tour di conferenze, la difesa di suo fratello da un'assurda denuncia come "agente comunista", le pretese del suo nuovo compagno, mille impegni e la speranza di un meritato riposo natalizio, non verrà ad aiutarti. Si può aver combattuto le stesse battaglie, contro l'ombra dei genitori - tu contro l'ombra di tua madre, lui di suo padre - per la cosiddetta vocazione, l'impegno, la scrittura, si può aver diviso gli abbracci, essersi amati, essere quasi diventati marito e moglie, si può aver vissuto vite identiche, ma Klaus - mein liebster, mein lieber Freund, come gli scrivevi ancora poche settimane fa e a cui hai professato la tua "impegnativa tenerezza"- non ascolterà il tuo richiamo. Nemmeno Margot verrà. Solamente un fratello divenuto suo malgrado l'ombra di tuo padre - talmente identico a lui da portarne, oltre al nome, il carattere, i gesti e il destino - farà l'impossibile per te - proprio come ha fatto tuo padre, e nello stesso modo, vergognandosene e dicendosi che lo fa solo perché è tuo parente, perché è suo dovere - esattamente quel dovere che tu rifiuti.

Melania G. MazzuccoLei così amata

Lo infastidisce che mentre lamenta la sua morte prematura e la perdita di una scrittrice singolare, l'autore del necrologio punzecchi la "zingara nonncurante ed egocentrica" - ricordando che la sua intelligenza, il suo fascino, i suoi interessi, la rendevano superiore alla massa, ma che delle sue qualità non ha mai fatto uso. È morta dopotutto. Perché ricordare che - come i personaggi dei suoi libri - sebbene fosse una donna moderna, Annermarie non aveva un autentico mestiere? Perché ricordare che non ha voluto recitare un ruolo sociale?

Sua sorella era intransigente e non faceva niente a metà. Ha sempre vissuto e fatto le cose - anche quelle che non sapeva fare - con sacro zelo. E questo non ha valore? Camminava verso la sua meta, e non si curava del resto: era colpa sua se la meta si spostava continuamente e se le tracce del suo movimento finivano per essere oblique e non conducevano da nessuna parte? Anne cercava qualcosa - e Hasi non sapeva cosa né l'aveva mai capito.

Spera solo che all'improvviso Anne abbia trovato da qualche parte il segno stabilito, e abbia saputo riconoscerlo. Obliqua era la via che percorse, obliqua, sì - perché era dritta. Chi può dire se infatti grazie al suo inquieto vagabondare su metà della terra, grazie al suo inseguire gli uomini e le idee, quella vita non avrebbe alla fine trovato il suo senso? Come si può giudicare una vita durata trentaquattro anni? È proprio vero che in questo paese spietato non si compra indulgenza nemmeno con la morte.

Melania G. MazzuccoLei così amata

[...] la fortuna è di vetro e mentre splende s'infrange [...]

Melania G. MazzuccoVita

La vita è adesso. Non nel futuro, che potrebbe non venire, non nel passato, che s'è dissolto - siamo noi, qui, ora, come ci siamo ritrovati, con quello che sentiamo oggi diciotto aprile millenovecentododici - perché potremmo non sentirlo più, potremmo cambiare, o essere cambiati, e disperderci in direzioni diverse come gocce di pioggia contro il vetro di una finestra. I sentimenti si sfilacciano, e le promesse non si mantengono. Questo presente passerà, né mai sarà possibile richiamarlo. Perché aspettare? Non abbiamo aspettato abbastanza? Che importanza ha un anello d'oro, la benedizione della legge, l'approvazione della chiesa? La realtà di una casa, uno stipendio e la stessa chiave nelle loro tasche? Tutto questo non la sposerà con Diamante. Lo farà il piacere che accende il viso di lui alla vista del suo, voler cercare, fra milioni di sguardi, i suoi occhi - e allora da oggi sarà la sua sposa.

Melania G. MazzuccoVita

Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male e le vedi
dondolare al ritmo di chi è lì dentro per potersi consolare
godendo sui clacson fra i fantasmi di Elvis
Ci son nuvole in certe camere e meno ombrelli di quel che pensi
Lo sapete cos'ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce e non pensa più a niente?
E i "ragazzi" sono in giro e, certo, alcuni sono in sala giochi e l'odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi
e le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

Leggero nel vestito migliore
senza andata né ritorno senza destinazione
Leggero nel vestito migliore
nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone

Dove passerà la banda col suo suono fuori moda col suo suono
un giorno un po' pesante e un giorno invece troppo leggero?
Mentre Kay si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato: ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero

C'è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata
e le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

Leggero nel vestito migliore
senza andata né ritorno senza destinazione
Leggero nel vestito migliore
nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone

LigabueLeggero

The passage of time imprisons us not in a cel of brick and mortar but in one of hopes dashed and tragedies unaverted. How precious, then, the chance to go back. Only to discover that in facing the past you must face up to yourself. That exiting the prison of time doesn't free you from the prison of your own character, one from which there is no escape.

Tratto da X Files, puntata 8X03, dal titolo Redrum

Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.

Luigi PirandelloUno, nessuno, centomila

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