Artista

«Smettila!» mi intima la nonna severamente.
«Sì, nonna. Smetterò domani.»
Ma quand'è domani?

Sogno di guardarmi allo specchio. Il mio viso è di sabbia. Lo sfioro, ed esso mi si disfa tra le mani...
Il risveglio è sempre accecante e brutale. Detesto la luce che penetra dalle molte finestre dell'appartamento, non la sopporto, mi fa male. Neppure i rumori riesco a tollerare. Mi perforano la testa, sono troppo forti. Tutto è troppo rumoroso. Persino i miei pensieri, quel continuo brusio di voci che mi rimbomba dolorosamente nel cervello, come se mi trovassi a un party. Ogni cosa mi procura dolore, che solo le pastiglie riescono a lenire. Allora la luce si attenua, le voci si abbassano, tutto sembra ovattato, il mondo è di nuovo tollerabile. Perché prima ero così in ansia? Il frastuono nella mia testa si trasforma in un sommesso suono di campanelli...

Da tempo ormai non provo più quella gaia ebbrezza, quella voglia di danzare, quel senso di leggerezza. Neppure la nonna mi parla più. Prendi le pastiglie, mi dico, così potrai superare le prossime tre o quattro ore!
Ben presto diventano solo due ore.

La paura è come un animale famelico. Va costantemente nutrito. Dopo essersi saziato si assopisce per un po'.

Roma Ligocka, La bambina col cappotto rosso

Poi però accade un episodio che sconvolge profondamente la mia nuova visione del mondo. Sediamo come sempre intorno al fuoco e cantiamo a squarciagola un inno rivoluzionario, il cui ritornello è: «Disprezziamo la morte, disprezziamo il vostro Dio, il nostro Dio è il popolo, è la classe operaia». A un tratto si alza una bambinetta, figlia di contadini dei monti Tatra. Ha lunghe trecce bionde e indossa un costume variopinto, ornato di fiori e nastri. Rimane in piedi impietrita, senza cantare, mentre la luce e del fuoco illumina il suo visetto serio.

«Perché non hai cantato insieme a noi?» le chiede la nostra guida, al termine della canzone.
Mi accorgo che ha le lacrime agli occhi.
«Io non canto contro Dio!» risponde con voce flebile ma decisa.

Cala un silenzio assoluto, e la guida sorvola intonando un nuovo canto. Nei giorni seguenti nessuno ne parla più. Tuttavia quella sera ho compreso che quanto era accaduto andava oltre il mio orizzonte limitato e che esistono persone con il coraggio di alzarsi e di dire no.
Ora che la bambina viene evitata da tutti, nasce fra noi una certa amicizia, e da lei imparo molte cose. Mi racconta saghe e storie straordinarie della sua terra. I contadini de monti Tatra sono gente fiera e profondamente religiosa depositarla di un'antichissima civiltà. Nessun governo potrebbe corromperli.
Al termine del campeggio ritorno a casa avendo appreso che ci sono altre persone che come me si sentono diverse. E che molte di loro vanno fiere della propria diversità anziché vergognarsene.

Roma Ligocka, La bambina col cappotto rosso

Anche se mi ucciderete, anche se mi seppellirete, io risorgerò ancora.

Vladimir Majakovskij

Non casco mai a pezzi perché non sono mai assieme.

Andy Wharol